Cooperazione, ActionAid: Italia rischia di azzerare contributo

martedì 27 settembre 2011 11:05
 

ROMA, 27 settembre (Reuters) - L'Italia rischia di vedere azzerato il proprio contributo alla lotta alla povertà alla fine della legislatura. E' quanto denuncia oggi ActionAid.

"Se non verranno prese misure che tutelano l'impegno italiano nella cooperazione allo sviluppo, il rischio è che al termine della XVI legislatura i fondi saranno di fatto azzerati", ha detto il segretario generale di ActionAird Italia, Marco De Ponte, alla presentazione del rapporto "L'Italia e la lotta alla povertà nel mondo".

ActionAid rileva che, dopo un taglio del 78% nel 2008-2011 ai fondi per la cooperazione allo sviluppo gestita dal ministero degli Esteri, "per effetto dei tagli del giugno 2011 il bilancio della cooperazione potrebbe contrarsi di altri 100 milioni di euro nei prossimi tre anni".

"Pertanto, dei circa 750 milioni di euro ereditati dalla precedente legislatura, alla cooperazione allo sviluppo del Mae potrebbero rimanerne solo poco più di 50 milioni nel 2014".

Dopo Austria e Repubblica Slovacca, l'Italia è il Paese che taglia di più il proprio Aps (aiuto pubblico allo sviluppo), che nel 2010 è stato lo 0,15% del Pil a fronte di una media europea dello 0,46%.

De Ponte sottolinea che questi tagli possono comportare "una sostanziale scomparsa dell'Italia da quasi il 60% del mondo", e parla di "morosità morale" del nostro Paese nei confronti dell'Ue, che ha mancato l'obiettivo collettivo dello 0,56% per 14 miliardi di euro: "In termini relativi, sul nostro Paese grava la maggiore responsabilità di questo evidente fallimento (38%)".

"Oggi i costi della non-cooperazione iniziano ad essere visibili: è peggiorata la qualità degli aiuti italiani, è ridotto il peso del paese nei consigli d'amministrazione di alcuni Fondi di sviluppo e nelle organizzazioni internazionali e sono diminuiti gli appalti vinti da imprese italiane nei Fondi internazionali di sviluppo. A ciò si aggiunge la diminuzione del peso finanziario degli interventi civili di cooperazione approvati con la proroga dell'intervento militare, nonostante, a differenza di molti Paesi europei, nell'ultimo triennio siano rimaste intatte le spese militari italiane (circa 28 miliardi di euro l'anno) e i costi delle missioni militari all'estero (circa 1,5 miliardi di euro l'anno)".

(Redazione General News Roma +3906 85224380, fax +3906 8540860, Reutersitaly@thomsonreuters.com)

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