PUNTO 2-Decreto sviluppo, polemica su stop certificati antimafia

lunedì 26 settembre 2011 16:47
 

(Aggiunge Romani su tempi decreto in coda)

ROMA, 26 settembre (Reuters) - Potrebbe presto sparire l'obbligo per cittadini e imprese di presentare alla pubblica amministrazione i certificati, anche quelli antimafia.

La proposta, lanciata dal ministro della Funzione pubblica Renato Brunetta, suscita polemiche non solo tra le opposizioni ma anche dentro la stessa compagine di governo.

"La certificazione antimafia non può essere modificata perchè è uno strumento indispensabile per combattere la criminalità organizzata e, in particolare per contrastare le infiltrazioni malavitose negli appalti pubblici", dice il ministro dell'Interno Roberto Maroni.

"Il governo, del resto, ha appena approvato il Codice delle leggi antimafia che ha riscritto la normativa sulla certificazione antimafia per renderla più efficace e rapida, venendo incontro anche alle richieste del mondo delle imprese", aggiunge Maroni.

L'idea di Brunetta non consiste tanto nell'abolire il certificato antimafia tout court, ma "solo l'obbligo della sua presentazione per cittadini e imprese".

"Nei rapporti con la Pa, i certificati saranno completamente eliminati e sostituiti sempre dalle autocertificazioni, mentre le certificazioni rilasciate dalla Pa resteranno valide solo nei rapporti tra privati", dice Brunetta, che ha lanciato l'idea come parte del pacchetto semplificazioni da inserire nell'imminente decreto sullo sviluppo.

Alle amministrazioni e ai gestori di pubblici servizi dovrebbe quindi essere lasciata solo la scelta fra acquisire d'ufficio le informazioni, i dati e documenti oppure accettare le autocertificazioni dei cittadini e delle imprese.

"Questo varrà innanzitutto per il Durc (Documento unico di regolarità contributiva) e per le certificazioni antimafia: nulla sarà più richiesto al cittadino e si dovrà procedere sempre all'acquisizione d'ufficio", continua il ministro.   Continua...