23 settembre 2011 / 08:53 / 6 anni fa

PUNTO 1 - G20 si impegna a sostenere banche, vede rafforzamento Efsf

(aggiunge dettagli su Brics)

WASHINGTON, 23 settembre (Reuters) - Le maggiori economie a livello globale si sono impegnate a impedire che la crisi finanziaria europea possa destabilizzare banche e mercati finanziari, sottolineando che il fondo salva-stati europeo potrebbe essere rafforzato.

“Ci impegnamo a prendere tutte le azioni necessarie a preservare la stabilità dei sistemi bancari e dei mercati finanziari, come richiesto”, si legge nel comunicato del G20 diffuso dopo la cena di ieri sera.

La nota inoltre spiega che i membri della zona euro intraprenderanno “azioni per incrementare la flessibilità dell‘Efsf e per massimizzare il suo impatto” entro il prossimo incontro del G20 previsto a ottobre.

Non sono però stati forniti dettagli su come il fondo di salvataggio potrebbe cambiare, anche se il ministro delle Finanze francese Francois Baroin ha usato la parola “leva” parlando con i cronisti.

Sempre ieri, il segretario del Tesoro Usa Timothy Geithner ha detto di essere sicuro che l‘Europa rafforzerà la potenza di fuoco del fondo di salvataggio per contenere la crisi del debito.

Gli Stati Uniti avevano proposto già nelle scorse settimane all‘Europa di utilizzare la leva finanziaria per rafforzare l‘European Financial Stability Facility, dandogli più potere per proteggere la zona euro e le sue banche.

Parlando al termine del G20, un funzionario statunitense ha detto che il gruppo ha mostrato un senso di urgenza sul tema, ma non ha discusso un meccanismo specifico per utilizzare la leva o espandere l‘importo del fondo.

Il comunicato al termine della riunione G20 non era previsto, ma il cattivo andamento dei listini azionari ieri ha spinto i Venti a emettere una nota alla fine del meeting.

Una fonte G20 ha detto che il riferimento all‘Efsf nel comunicato è vago per lasciare aperta la possibilità di utilizzare lo strumento della leva o di demandare al fondo gli acquisti di titoli di Stato sul secondario.

Tuttavia, settimana scorsa nell‘Ecofin informale in Polonia le prime reazioni di esponenti della zona euro all‘idea di utilizzare la leva per l‘Efsf erano state fredde se non addirittura contrarie.

A Washington l‘Europa si è trovata sotto pressione da parte degli Stati Uniti e di altri paesi che hanno chiesto misure coraggiose.

La crisi della zona euro ha messo alla prova il Fondo monetario, creando dubbi sull‘adeguatezza delle risorse dell‘organismo multilaterale.

Su questo punto, i paesi emergenti del gruppo Brics (Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica) hanno dichiarato ieri di essere disponibili a fornire maggiori risorse al Fondo per sostenere la stabilità dell‘economia mondiale.

Tuttavia gli analisti sostengono che i mercati sono in attesa di decisioni concrete sul fronte della crisi della zona euro.

“Abbiamo bisogno di vedere azioni concrete che includano il passaggio verso una politica monetaria accomodante a livello globale e un enorme aumento della potenza di fuoco dell‘Efsf o un‘azione della Bce sugli acquisti di titoli”, dice Shane Oliver, capo della strategia sugli investimenti di AMP Capital a Sidney.

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