Bond senior banche italiane sotto pressione dopo downgrade S&P's

giovedì 22 settembre 2011 16:56
 

MILANO, 22 settembre (Reuters) - Aumenta la pressione sui senior bond delle banche italiane, che scontano le tensioni provocate dalla crisi dei debiti sovrani europei e quelle che riguardano specificamente l'Italia, reduce dal downgrade di S&P's e dai moniti dell'Fmi.

"Le emissioni delle principali banche italiane vengono scambiate più o meno allo stesso livello,senza troppe distinzioni tra istituto e istituto, in area 500 punti base (sul tasso swap). L'allargamento medio rispetto a ieri è nell'ordine di 50 punti base" spiega un operatore del settore. "La crisi del debito fa mettere tutto nel calderone" chiosa.

Il mercato reagisce con le vendite anche alla decisione della Bce di cautelarsi, dimezzando dal 10 al 5% la quota di bond bancari senior accettata come collaterale a garanzia dei finanziamenti concessi agli istituti di credito.

"E' una misura restrittiva, che tende a generare dubbi e debolezze negli investitori" spiega un operatore. "Oggi stiamo assistendo ad ondate di vendite, non c'è nessun interesse da parte degli investitori esteri e pochissimo da parte dei clienti italiani" aggiunge.

Il clima intorno al comparto dei bond bancari italiani si è incupito ulteriormente dopo il downgrade, comunicato ieri sera, di sette istituti di credito italiani - Bnl, Mediobanca , Findomestic, Intesa SanPaolo e le sue controllate Imi, Biis e Carisbo - da parte di Standard & Poor's, seguito al taglio del rating sovrano, annunciato dalla stessa agenzia all'inizio della settimana.

Una mossa che ha provocato anche l'allargamento dei credit default swap delle banche. I Cds di Intesa SanPaolo si sono allargati oggi a 470 punti base dai 430 di ieri, quelli di Unicredit a 495 punti base da 469, Montepaschi è salita a 598 da 563, Popolare Milano a 600 da 560, Ubi a 472 da 429.

A maggio, quando ancora l'Italia era ai margini della crisi, i Cds degli stessi istituti si tenevano intorno ai 200 punti base.

Il confronto con altre banche europee rende evidente come gli istituti di credito italiani stiano vivendo un periodo di particolare pressione. I Cds della spagnola Banco Santander quotano oggi a 340 punti base, in allargamento di 18 punti base da ieri. Credit Suisse e Ubs rispettivamente a 220 e a 240 punti base, Commerzbank a 300.

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