Italia, manovra mette pressioni su rating enti locali - Moody's

lunedì 19 settembre 2011 12:29
 

MILANO, 19 settembre (Reuters) - La manovra da 54 miliardi di euro per il pareggio di bilancio nel 2013 pone una minaccia sul merito di credito degli enti locali italiani, in quanto "colloca imminenti pressioni su bilanci già tirati e introduce incertezze nell'allocazione dei poteri e delle responsabilità nelle amministrazioni locali".

È quanto scrive, nell'ambito della nota settimanale, l'agenzia di rating Moody's, alla luce della recente approvazione della manovra da parte dal Parlamento, che prevede tagli ai trasferimenti agli enti locali.

Moody's in particolare sottolinea che l'anticipazione dell'obiettivo di praeggio dal 2014 al 2013 impone una stretta sui bilanci degli enti locali italiani pari a 7 miliardi di euro complessivi nel biennio 2012-2013, insieme a tempi più ridotti per le preivste azioni di risanamento. Sommando le misure comprese nel pacchetto di austerità di luglio - prosegue Moody's - il conto complessivo stimato dal governo sale a circa 25 miliardi in tre anni, poco sopra il 3% dei budget annuali delle amministrazioni locali.

La possibilità accordata alla amministrazioni locali di manovrare le aliquote e di tenere sul territorio i proventi della lotta all'evasione - elemento quest'ultimo dalle prospettive piuttosto incerte - riuscirà solo in parte a compensare i tagli dei trasferimenti, nota l'agenzia di rating, diluendo i benefici associati alla maggiore autonomia concessa dal federalismo fiscale.

Le attività nel settore dei servizi pubblici con budget ridotti - si legge - saranno inoltre obbligate ad un taglio dei costi che andrà a ridurre la loro capacità di investimento, con effetti negativi sullo sviluppo economico del paese.

Altro punto sui cui Moody's pone l'accento è quello dell'annunicata eliminaziuone delle province che, con un debito di circa 9 miliardi di euro, nota l'agenzia, rappresentano circa il 9% dell'intero debito locale italiano.

La loro eliminazione, nota l'agenzia, dovrà passare per un processo di riforma costituzionale lungo e caratterizzato da un esteso dibattito politco, generando un livello di "incertezza.... che eccede i potenziali benefici in termini di risparmio di costi, almeno nel breve termine".

(Giulio Piovaccari)