19 settembre 2011 / 05:39 / tra 6 anni

Ecofin avanza a fatica, Tremonti guarda a Germania

BRESLAVIA, 19 settembre (Reuters) - Nel fine settimana l‘Ecofin informale ha compiuto timidi progressi su alcuni dei numerosi fronti aperti dalla crisi del debito sovrano, lasciando la responsabilità ai singoli paesi, la Germania da un lato e i periferici della zona euro dall‘altro, di compiere passi utili per tutta l‘Europa.

“Gli Ecofin informali servono per discutere e non per decidere”, ha detto sabato il ministro dell‘Economia italiano Giulio Tremonti al termine della due giorni in Polonia con i colleghi europei e i banchieri centrali.

“In questo momento molto dipende dalle decisioni della Germania nei prossimi giorni”, ha aggiunto Tremonti.

Il Parlamento tedesco sarà chiamato a ratificare le misure per il potenziamento del fondo di salvataggio europeo Efsf il prossimo 29 settembre.

CAMMINO ACCIDENTATO PER IL NUOVO EFSF

Una volta ottenuta la ratifica da parte di tutti i paesi della zona euro, il nuovo Efsf avrà il potere di acquistare titoli dei paesi euro sul mercato secondario (una competenza ora nelle mani della sola Banca centrale europea) e di partecipare se necessario al rafforzamento patrimoniale delle banche.

Nonostante queste nuove funzioni gli siano state attribuite dai capi di governo europei, i rappresentanti dei Tesori della zona euro, ai quali è stato affidato il compito di definire i dettagli per rendere l‘Efsf capace di svolgere questi nuovi compiti, faticano a definire un terreno comune.

“Con l‘acuirsi delle tensioni sui mercati, i paesi rigoristi - Germania, Olanda e Finlandia in testa - stanno cercando di porre condizioni molto stringenti per limitare l‘utilizzo dei nuovi poteri dell‘Fsfs,” riferisce un funzionario.

Difficile, quindi, pensare che gli europei ascoltino le sollecitazioni giunte dal segretario del Tesoro Usa Timothy Geithner. Secondo alcune fonti della zona euro Geithener, ospite al meeting, avrebbe suggerito di usare la leva finanziaria per aumentare la potenza dell‘Efsf.

“Se per usare l‘effetto leva l‘Efsf dovrà prendere la licenza bancaria, allora bisognerà chiarire se il fondo sia chiamato a svolgere effettivamente un‘attività bancaria. Vedrei un grosso punto di domanda su questo aspetto”, ha tagliato corto sabato Jens Weidmann, banchiere centrale tedesco.

FINLANDIA, GRECIA E ITALIA IMPEGNATE SUL FRONTE INTERNO

Oltre alla Germania, tornano a casa con impegni da assolvere anche la Finlandia, la Grecia e l‘Italia.

L‘Ecofin informale, infatti, non è riuscito a sciogliere il nodo delle garanzie aggiuntive chieste dalla Finlandia alla Grecia a fronte di un impegno di Helsinki per Atene.

“Sfortunatamente non c’è ancora un compromesso”, ha detto la responsabile delle Finanze finlandese. “La Finlandia deve lavorare ancora un po’ per trovare un compromesso che permetta al governo di salvare la faccia”, ha riferito un funzionario di una delle delegazioni. Secondo il ministro delle Finanze francese un compromesso sulle garanzie con collaterale è ormai a portata di mano.

Se l‘ostacolo del collaterale non è stato ancora rimosso, un altro impedimento alla normalizzazione della crisi greca è rappresentato dai ritardi con cui Atene sta procedendo nel risanamento fiscale. La Grecia attende il pagamento di una tranche da 8 miliardi da parte di Ue e Fondo monetario previsto a settembre, ma l‘esborso non è ancora stato accordato.

A Breslavia, il ministro delle Finanze ellenico ha annunciato che il premier ha cancellato un viaggio negli Usa per prendere decisioni difficili. La Troika - i capi missione di Bce, Fmi e Ue chiamati a verificare l‘esistenza delle condizioni per l‘esborso degli 8 miliardi - ha sospeso la missione lo scorso 2 settembre e non è ancora tornata ad Atene.

Anche il piano per la partecipazione dei privati allo swap di titoli ellenici stenta a raggiungere l‘obiettivo del 90%.

Quanto all‘Italia, venerdì il presidente dell‘Eurogruppo ha detto che Roma “ha varato misure di bilancio soddisfacenti”.

Il ministro svedese, Anders Borg, sabato ha sottolineato, però, la necessità che il paese ora attui con coerenza le misure addizionali approvate dal parlamento mercoledì scorso.

“L‘Italia ha un problema di attuazione dei tagli di spesa e in generale di implementazione delle misure annunciate”, ha detto Anders sabato. “Credo che ci sia ancora molto da fare su questi punti”.

Il ministro Tremonti si è spinto un po’ più oltre, indicando che, ora che è stato tracciato il percorso per arrivare al pareggio di bilancio entro il 2013, “bisogna disegnare una visione per il paese per il prossimo decennio”.

ECOFIN INFORMALE SEGNA ACCORDO SU RIFORMA PATTO STABILITA’

Tra i passi avanti compiuti nel fine settimana a Breslavia, c’è l‘accordo sul testo finale della riforma del Patto di stabilità che, secondo la Commissione, potrebbe entrare in vigore già all‘inizio del prossimo anno.

Procedono anche le misure messe in campo dalla Commissione per riformare il sistema finanziario, prima tra tutte la direttiva per il recepimento di Basilea III.

Gli investitori e gli operatori di mercato, però, sembrano dare poco peso ai passi avanti sul fronte regolamentare, mentre si mostrano molto più sensibili ai progressi o ai fallimenti europei riguardanti il fondo di salvataggio e il percorso di risanamento all‘interno dei paesi periferici.

Francesca Landini

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