PUNTO 1 - Crisi zona euro, ministri discutono ruolo Efsf

venerdì 16 settembre 2011 17:05
 

(riscrive attacco a aggiunge contesto)

BRESLAVIA, 16 settembre (Reuters) - Riuniti questa mattina nell'incontro informale del semestre polacco di presidenza della Ue i ministri finanziari dell'Unione non avrebbero almeno ufficialmente parlato con il segretario al Tesoro Usa - ospite dell'Ecofin - di una modifica - incremento della dotazione finanziaria o maggiore utilizzo della leva finanziaria - dell'Efsf, il fondo salva stati.

L'edulcorata e assai diplomatica versione ufficiale si ferma all'esigenza di una risposta coordinata Europa/Stati Uniti alle sfide poste dall'economia globale.

Lo dice alla stampa il presidente dell'Eurogruppo Jean-Claude Juncker, al termine della riunione cui hanno preso parte oltre ai ministri europei il presidente Bce, il commissario Ue agli Affari economici e monetari Olli Rehn e il numero uno Efsf Klaus Regling.

"Non discutiamo di un argomento come l'incremento del fondo con un paese che non fa parte della zona euro" spiega Juncker alla stampa.

Tace rigorosamente sull'argomento Jean-Claude Trichet, a capo dell'istituto centrale di Francoforte che con gli acquisti di governativi sul secondario partiti più di un anno fa con la crisi greca svolge di fatto quella che dovrebbe essere la funzione dell'Efsf o Esm, sorta di salvagente per i paesi euro in difficoltà.

Attualmente fornito di una dotazione finanziaria da 440 miliardi di euro il Fondo salva stati - European Financial Stability Facility, da trasformarsi in European Stability Mechanism (Esm) - e indicato come l'equivalente di un Fondo monetario dedicato alla zona euro, il Fondo si è in più occasioni rivelato l'oggetto del contendere tra i vertici economici e politici dell'Europa.

Presente ai lavori dell'Eurogruppo di questa mattina, un'autorevole fonte comunitaria ha riferito ai cronisti che Timothy Geithner ha caldamente suggerito agli europei di utilizzare il principio della leva finanziaria - il volano dell'indebitamanto - per massimizzare le potenzialità del Fondo.

L'idea di utilizzare una quota relativamente modesta di denaro pubblico per muovere forti flusssi del settore privato, spiegano funzionari della zona euro, non è stata però in realtà "né appoggiata né respinta... se ne sta discutendo".   Continua...