Per Europa e Usa rischio 10 anni di crescita lenta - Brown

venerdì 16 settembre 2011 10:58
 

di Melanie Lee

DALIAN, Cina, 16 settembre (Reuters) - L'Europa e gli Stati Uniti potrebbero dover far fronte a 10 anni di crescita lenta e a un alto tasso di disoccupazione se non sarà trovata presto una soluzione globale per la crisi del debito della zona euro. Lo ha detto oggi l'ex primo ministro britannico Gordon Brown.

"A meno che non ci sia una coordinazione globale... Prevedo 10 anni di crescita lenta in Europa e America, prevedo livelli molto elevati di disoccupazione e...un fallimento della coordinazione che porterà a un maggiore protezionismo", ha detto Brown a reporter e partecipanti al World Economic Forum di Dalian.

La crisi del debito sovrano che attanaglia l'Europa ha visto Grecia, Portogallo e Irlanda costretti a chiedere misure di salvataggio, con l'aumento della pressione nel mercato dei bond su Italia e Spagna e timori crescenti di una crisi bancaria, mentre i finanziamenti su vasta scala si volatilizzano per i timori sulla potenziale esposizione dei creditori.

Ieri la Banca centrale europea ha annunciato che collaborerà con altre importanti banche centrali per offrire prestiti trimestrali in dollari ai creditori commerciali per impedire il congelamento dei mercati monetari.

Comunque, alcuni investitori dicono che serve di più, tra cui iniezioni più agggressive di capitali per le banche sovraesposte verso i paesi pesantemente indebitati della zona euro.

"Non si può iniziate a risolvere il problema dell'Europa se non si capisce che è un problema bancario, un problema di crescita, l'incapacità delle economie europee a uscire dalla recessione, come anche un problema fiscale", ha detto Brown.

Brown, ministro delle Finanze per 10 anni prima di divenire premier nel 2007 e ottenere un plauso per la gestione delle prime fasi della crisi economica globale nel 2008/09, ha detto che la crisi dovrebbe essere risolta con un "accordo globale" su come dovrebbe crescere l'economia mondiale.

Un accordo di questo tipo dovrebbe indirizzarsi verso il ribilanciamento delle esportazioni e dei consumi tra i paesi in via di sviluppo, come la Cina e l'India, e i paesi sviluppati, come gli Usa.

"Ci sarà bisogno di un accordo internazionale, non soltanto un accordo dell'area euro, per uscire dai problemi che attualmente l'Europa affronta e l'Fmi sarà coinvolto a un certo livello in questa cosa, secondo me", ha detto Brown, aggiungendo di essere d'accordo con la diffusa opinione che l'European Financial Stability Facility, il fondo di bailout europeo di 400 miliardi, sia insufficiente. (Redazione General News)