SINTESI-Italia, servono crescita e sostegno internazionale

mercoledì 14 settembre 2011 16:01
 

CORTE FRANCA (Brescia), 14 settembre (Reuters) - La manovra del governo rappresenta una sfida impegnativa ma realizzabile, anche se da sola l'Italia potrebbe non avere forze sufficienti per uscire dalla crisi finanziara. E dopo le necessarie musure fiscali, l'impegno della politica deve tornare al rilancio della crescita.

E' la posizione di Fmi e Ue sull'Italia, emersa dalle parole dei due rispettivi esponenti, Arrigo Sadun e Marco Buti, intervenuti sul Lago di Iseo al convegno European Colloquia Series' organizzato da Iseo e Pioneer Investments.

"L'oggetto della manovra è impegnativo ma realistico" ha affermato Sadun, direttore esecutivo per l'Italia e altri paesi mediterranei, aggiungendo però che per alcuni paesi colpiti dalla crisi finanziaria la capacità di fronteggiare un contagio non è più esclusivamente nelle loro mani.

"Italia e Spagna stanno facendo molto, ma una soluzione soddisfacente ed efficace per stabilizzare la situazione finanziaria deve includere sia sforzi interni sia sforzi a livello internazionale" ha aggiunto Sadun.

Dopo aver sottlineato che la parte fiscale della manovra ha ottenuto l'ok di Bruxelles, il direttore generale della commissione Affari economici e finanziari dell'Ue, Marco Buti, ha sottolineato che la questione del risanamento italiano passa per il rilancio della crescita, su cui "la strategia deve essere ampia".

"Sul fronte delle liberalizzazioni bisogna agire sui servizi locali e sulle professioni" ha affermato Buti.

"Parecchio è stato fatto sul mercato del lavoro, ma occorre completare l'opera con la riforma del sistema degli ammortizzatori sociali, per rendere il mercato del lavoro meno segmentato" ha aggiunto.

L'esponente della Commissione pone anche l'accento sulla necessità di un miglioramento del funzionamento della macchina dello Stato e su un più efficiente utilizzo dei fondi europei.

"Per l'agenda della crescita è essenziale una stretta collaborazione tra le parti sociali e il superamento delle recenti divisioni politiche, per lasciarsi alle spalle gli atavici colli di bottiglia che condannano l'Italia alla stagnazione" ha concluso Buti. (Giulio Piovaccari)