5 marzo 2009 / 15:18 / 8 anni fa

SINTESI- Italia, 2009 peggio di 2008, rischio credito - Tremonti

(Accorpa pezzi, aggiunge dichiarazioni Tremonti e contesto)

di Giuseppe Fonte

ROMA, 5 marzo (Reuters) - Il 2009 sarà per l'economia italiana ancora più difficile del 2008 e serve uno sforzo collettivo per evitare "il rischio dei rischi" della stretta creditizia.

Questo il messaggio che il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, ha lanciato oggi nell'incontro con banche, imprese e parti sociali sul credito dopo che mercoledì Bankitalia ha indicato un calo del 2,6% del Pil per l'anno in corso per via del risultato particolarmente negativo con cui l'Italia ha chiuso l'ultimo trimestre del 2008.

Il 2008 si è chiuso con un calo del Pil dell'1%, secondo dati Istat.

"Il 2009 sarà un anno ancora più difficile del 2008. Il che è tutto dire. Come tante volte abbiamo detto - guardando oltre tutte le congetture - siamo e sappiamo di essere in terra incognita", ha detto Tremonti aprendo la prima riunione del Credit and liquidity day.

Per Tremonti "è assolutamente strategico contrastare il rischio dei rischi, la stretta creditizia in cui si avvitano prima le imprese, poi i lavoratori e infine le stesse banche".

La crisi si fa quindi sentire e per ridurne l'impatto occorre mettere in campo "strumenti nuovi" ma anche "verificare gli strumenti già in essere", ha detto il ministro.

"Parte non marginale della strategia" è far partire la spesa in infrastrutture. Ci sono infatti circa 100 miliardi di euro bloccati sul territorio da quella che Tremonti ha definito "la follia mafiosa di varie burocrazie".

BANCHE, "INTERESSE FORTISSIMO" PER BOND SPECIALI

"Le condizioni di offerta del credito sembrano irrigidirsi" e la stretta "sembrerebbe più marcata in Italia che non nell'area dell'euro", sostiene il Tesoro nella relazione preparata in vista del Credit day.

Per monitorare l'andamento degli impieghi Viminale e Tesoro riuniranno la prossima settimana tutti i prefetti in un tavolo con l'obiettivo di accelerare l'insediamento degli osservatori provinciali sul credito, previsti dal decreto legge anticrisi varato il 29 ottobre.

Il presidente dell'Abi Corrado Faissola, nel corso della riunione ha negato che in Italia la stretta del credito sia più marcata e ha legato la riduzione del tasso di crescita degli impieghi al calo dell'attività economica.

Faissola non ha nascosto poi le sue perplessità sul ruolo delle prefetture: "La nostra preoccupazione è forte perché non vorremmo meccanismi per cui si immagini di avere un diritto soggettivo al credito. Chiedo una riflessione, anche per non creare nelle imprese bancarie l'idea di essere dei supervigilati, oltre che da parte di Bankitalia, anche da parte dei prefetti".

Lo strumento principale che il governo ha messo a punto per garantire il credito alle imprese resta però quello dei bond speciali che le banche potranno emettere a favore del Tesoro per rafforzare i loro indici patrimoniali. "Lo strumento è pronto, abbiamo una bozza di intesa. Il testo della bozza a me sembra buono e abbiamo come dire già ricevuto numerose indicazioni dal settore bancario. Abbiamo l'impressione di un fortissimo interesse", ha detto Tremonti, confemando che il governo è disponibile a mettere sul piatto 10-12 miliardi per acquistare i bond bancari.

CDP E SACE A SOSTEGNO PICCOLE E MEDIE IMPRESE Il governo punta a sostenere le imprese rafforzando anche il ruolo della Cassa depositi e prestiti, che è disposta a impegnarsi con 13 miliardi attraverso l'utilizzo di risparmio postale e finanziamenti della Bei.

La Cassa potrebbe concedere finanziamenti alle banche finalizzati alla concessione di prestiti a favore delle Pmi o affiancare la banca nella concessione del prestito.

La Cassa sta anche ipotizzando la costituzione di un fondo che utilizzi parte del Fondo infrastrutture esistente presso la stessa CdP per effettuare interventi a favore delle Pmi. Gli interventi potrebbero avvenire attraverso investimenti in capitale di rischio in singole imprese, la concessione diretta di finanziamenti e la prestazione di garanzie a sostegno della concessione di finanziamenti.

Per Sace il governo pensa invece a un ruolo di sostegno nello sblocco dei crediti vantati dalle imprese verso la Pubblica amministrazione, che Tremonti ha quantificato in circa 30 miliardi a fronte dei 60-70 stimati da Confindutria.

Sace potrà infatti prestare garanzie a favore delle banche che scontano i crediti alle imprese o che acquistano i crediti verso la Pa. In alternativa, Sace effettuerà lei stessa lo smobilizzo dei crediti.

Il Credit and liquidity day tornerà a riunirsi fra due settimane. Per allora Tremonti assicura che saranno assenti dai testi forniti per la documentazione tutti i termini in inglese.

"Il documento che abbiamo presentato contiene ancora alcune parole in inglese ma questo è un retaggio del dipartimento del Tesoro. Nella prossima riunione troverete Lehman e subprime scritti in italiano", ha detto Tremonti.

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