5 dicembre 2008 / 11:41 / tra 9 anni

PUNTO 1-Debito,allargamento spread non per timori su Italia-Bini

(aggiunge altri quotes Bini Smaghi)

di Stefano Bernabei

ROMA, 5 dicembre (Reuters) - L‘allargamento dello spread fra titoli di Stato decennali italiani e tedeschi non ha a che vedere con timori sulla sostenibilità del debito pubblico italiano e non c’è motivo per non avere fiducia nei titoli di Stato italiani.

Lo ha detto Lorenzo Bini Smaghi, del board Bce, nel corso di un‘intervista radiofonica.

“Questi allarmi [sul debito pubblico italiano] sono assolutamente inconsistenti e privi di fondamento”, ha detto Bini Smaghi a cui è stato chiesto di commentare gli allarmi sul possibile rischio-Argentina sul debito italiano.

Il banchiere centrale spiega anche che l‘allargamento dei differenziali di rendimento tra i titoli di Stato tedeschi e quelli degli altri Paesi, Italia inclusa, è l‘effetto di questa crisi e non è legata a un rischio specifico sulle finanze pubbliche italiane.

L‘allargamento dello spread “riflette il quadro generale, è un elemento da tenere in considerazione con attenzione e prudenza, ma non non ha a che vedere con le finanze pubbliche italiane”, ha aggiunto.

PER COMBATTERE CRISI MEGLIO AMMORTIZZATORI CHE TAGLI TASSE

Bini Smaghi ha poi contestato le stime del capo economista di Deutsche Bank che prevede una contrazione fino al 4% per la Germania nel 2009.

“Non voglio commentare previsioni fatte da economisti di banche che francamente forse non hanno tutta la credibilità per farlo, visto quello che è successo negli anni precedenti. Forse hanno anche un conflitto d‘interessi”, ha detto Bini Smaghi.

Il banchiere ha ricordato le stime della Bce sull‘area dell‘euro per l‘anno prossimo: “Una riduzione del Pil di mezzo punto e poi verso la seconda meta’,fine anno una lieve ripresa”.

“Naturalmente e’ molto difficile fare previsioni pero’ occore stare attenti a non eccedere. Anche gli altri organismi internazionali sono piu’ o meno sulla nostra linea”, ha aggiunto.

Secondo Bini Smaghi, la ricetta per uscire dalla crisi non passa tanto per tagli fiscali quanto per misure a sostegno della fiducia e per la protezione dei lavoratori che rischiano di perdere il proprio impiego.

“Tagli delle imposte ce ne sono stati fatti anche in passato, ma se non c’è fiducia i cittadini quelle risorse se le tengono e le risparmiano. Piu’ importante è operare nei settori dove si incrina la fiducia. Uno di questi è quando una persona perde il lavoro o teme di perderlo: lì il potere d‘acquisto rischia di ridimensionarsi in modo drammatico. Dunque aiutare quelle categorie a me sembra molto più importante che ridurre le tasse a chi il lavoro ce l‘ha”, ha detto Bini Smaghi.

- ha contribuito Giuseppe Fonte

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