Ruef, anomalo ottimismo governo su entrate - lavoce.info

martedì 5 maggio 2009 16:16
 

MILANO, 5 maggio (Reuters) - Pur concordando con il Fondo monetario internazionale sulla profondità della recessione, la Relazione unificata sull'Economia e la Finanza Pubblica per il 2009 è decisamente più ottimista del Fmi nelle stime del disavanzo e del debito pubblico, in virtù di un atteso miglioramento delle entrate che, però, appare difficile da giustificare alla luce della situazione economica.

È quanto osservano gli economisti di lavoce.info Tito Boeri e Pietro Garibaldi.

"A cosa si deve l'ottimismo del governo sulle entrate?" si chiedono. "Leggendo fra le righe della Relazione si scopre che il governo ritiene che il calo del gettito sia già stato anticipato dalle famiglie nell'autotassazione di novembre. Può darsi. Ma cosa accadrà al gettito dell'autotassazione del 2009?" proseguono gli economisti.

Secondo Boeri e Garibaldi, se le previsioni del governo sull'andamento dell'economia sono corrette, ci dovrebbe essere un effetto di trascinamento, con una forte riduzione delle entrate nel 2009. Invece alla forte revisione al ribasso delle stime sul Pil 2009 si accompagna in maniera inconsueta una più modesta revisione delle stime sulle entrate.

"Questo" argomentano "nonostante i dati sul primo trimestre 2009 segnalino un forte calo delle entrate tributarie, diminuite di circa il 7 per cento rispetto allo stesso trimestre del 2008. Il governo assume che nel 2009 ci sarà un aumento della pressione fiscale, dal 42,8 al 43,5%. Il che significa che le entrate caleranno proporzionalmente meno del prodotto interno lordo. Normalmente, in fasi recessive le entrate calano proporzionalmente più del prodotto interno lordo" osserva la critica di Boeri e Garibaldi.

"Insomma la Ruef dimostra che la strategia del governo di fronte alla crisi - il suo scegliere di non scegliere - ci consegnerà un paese con squilibri nell'allocazione delle risorse pubbliche ancora più stridenti di quelli che già avevamo" prosegue l'analisi. "Non sarà neppure servita a contenere la crescita del debito pubblico, avviato a tornare sui massimi storici, come previsto dal Fondo monetario internazionale, forse con più realismo di quello mostrato dal nostro governo".

SPESA PUBBLICA, IN ITALIA FAVORIRÀ SQUILIBRI DURATURI

Per quanto riguarda l'aumento della spesa pubblica, lavoce.info sottolinea che è normale che in recessione aumenti la spesa pubblica. "In quasi tutti i paesi avanzati, con il peggiorare della crisi, stiamo assistendo a un forte incremento della spesa pubblica in percentuale al Pil". Ma all'estero si tratta di un fenomeno legato all'operato dei cosiddetti 'stabilizzatori automatici', quelle spese che crescono in recessione per poi ridursi quando le cose vanno meglio, come le risorse per pagare i sussidi di disoccupazione.

"In Italia la crescita della spesa ha una natura diversa dagli altri paesi perché riguarda spese destinate a durare nel corso del tempo, ben oltre la recessione. Accentueranno gli squilibri della nostra spesa pubblica a favore di pensioni e pubblico impiego e a svantaggio di misure di contrasto alla povertà e disoccupazione" concludono Boeri e Garibaldi.