Scudo, Tesoro valuta nodo Anagrafe conti su nuova circolare

giovedì 5 novembre 2009 18:54
 

ROMA, 5 novembre (Reuters) - La nuova circolare applicativa sullo scudo fiscale, promessa dal ministro dell'Economia Giulio Tremonti per definire meglio l'applicazione delle norme antiriciclaggio, potrebbe chiarire che le operazioni di emersione sono sempre soggette agli obblighi di comunicazione all'Anagrafe dei conti e depositi.

Secondo quanto riferisce a Reuters una fonte a conoscenza del dossier, sarebbe questo uno dei nodi ancora da sciogliere al Tesoro prima di pubblicare il testo, sollecitato dal governatore della Banca d'Italia Mario Draghi.

"Nella bozza attuale della circolare si ricorda che anche le operazioni relative allo scudo sono soggette all'anagrafe dei conti e depositi", dice la fonte, precisando tuttavia che il riferimento potrebbe sparire dalla versione definitiva del testo.

L'anagrafe dei conti è un enorme archivio dove le banche fanno affluire dati sulla titolarità dei depositi nelle loro filiali.

Con questa banca dati è possibile conoscere in tempi brevi presso quale banca risulta come cliente una persona sotto indagine.

L'archivio, che alla partenza conteneva oltre 500 milioni di rapporti censiti, ha determinato un enorme snellimento delle procedure messe in atto da Agenzia delle entrate e Guardia di finanza nelle indagini finanziarie e viene utilizzato anche nelle attività di contrasto al riciclaggio di denaro sporco.

Prima che venisse istituita l'Anagrafe, infatti, bisognava interpellare centinaia di banche per sapere quali fossero quelle che intrattenevano rapporti con i soggetti sotto indagine.

La circolare applicativa sullo scudo fiscale pubblicata il 10 ottobre non fa alcun riferimento all'Anagrafe dei conti. Il chiarimento eviterebbe quindi che le banche, di fronte alla formulazione ambigua del testo, smettano di segnalare le posizioni alla banca dati.

Come anticipato da Reuters la scorsa settimana, con la nuova circolare il governo chiederà alle banche di non abbassare la guardia sul fronte del riciclaggio e di verificare se i capitali da sanare provengono effettivamente dai reati scudabili o sono frutto di altre attività criminali, come il traffico di droga o lo sfruttamento della prostituzione.

"Questa circolare può indurre a ritenere che gli operatori possano osservare gli obblighi antiriciclaggio in modo poco rigoroso", osserva oggi una seconda fonte.