Monetario, overnight in area 1,15%, Euribor fermi in attesa Bce

giovedì 5 febbraio 2009 12:17
 

MILANO, 5 febbraio (Reuters) - Scambi sottili e clima di attesa in tarda mattinata sul mercato interbancario, dove il deposito overnight viaggia poco al di sotto della media di ieri e i derivati Euribor guardano all'esito del consiglio Bce.

Al di là della sostanzialmente scontata conferma del riferimento sull'attuale 2%, investitori e analisti attendono di leggere nell'intervento di Trichet che accompagna il verdetto sui tassi maggiori indicazioni sul breve termine.

Se nella riunione del mese scorso il presidente ha parlato piuttosto chiaramente di un intervento di politica monetaria slittato al 'rendez-vous' di marzo, quando verranno diffuse le nuove proiezioni trimestrali dello staff, il numero uno Bce sarà comunque chiamato a fare il punto quanto meno sulle più recenti evoluzioni macro.

"Sebbene non si possa escludere una sorpresa, la Bce sembra orientata a rispettare l'annunciata pausa sui tassi. Il taglio è solo rimandato a marzo, contestualmente a nuova significativa revisione verso il basso delle stime sia di crescita che di inflazione" dice la nota giornaliera dell'ufficio studi Intesa Sanpaolo.

"La Bce appare assai riluttante a portare i tassi a zero o adottare politiche di allentamento quantitativo. Il punto di arrivo per il 'refi' si collocherà a nostro avviso nel range 1-1,5%. Crescono le probabilità che si arrivi all'estremo inferiore di quest'intervallo" continua.

Tra gli ultimi interventi dei consiglieri Bce va a questo proposito ricordato quello dell'austriaco Nowotny, che ha sottolineato ieri l'importanza di aver agito parallelamente su tassi e liquidità.

Aggiornata a questa mattina la situazione dei fondi rivela una flessione nel ricorso, ancora elevato, ai depositi marginali presso la Bce, calati sotto 175 miliardi di euro da poco più di 177 miliardi della seduta precedente. Crollano intanto i prestiti a un giorno, passati da oltre 4 miliardi a soli 260 milioni.

In vista della chiusura del mese di mantenimento martedì prossimo, a quota 237,633 miliardi la media del sistema resta ampiamente oltre la dovuta rivista a 221,056 miliardi.

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