5 giugno 2009 / 10:50 / 8 anni fa

Eurogruppo e Francia in vista discussione su norme bilancio Ue

di Jan Strupczewski

BRUXELLES, 5 giugno (Reuters) - I ministri finanziari della zona euro non dovrebbero appoggiare le proposte francesi di esonerare i paesi Ue colpiti dalla crisi economica dalla disciplina comunitaria in materia di conti pubblici.

Lo riferiscono fonti Uem in vista dell‘appuntamento di lunedì e martedì con le riunioni di Eurogruppo e consiglio Ecofin rispettivamente.

Il ministro francese dell‘Economia Christine Lagarde ha suggerito martedì scorso di allentare le norme Ue in tema di bilancio, spiegando che deficit derivanti da pacchetti di stimolo economico vanno considerati in modo indipendente.

“Questi deficit derivati dalla crisi, che hanno portato anche a debiti collegati alla crisi, dovrebbero, a mio parere, venire gestiti separatamente” ha detto il ministro al ‘Financial Times Deutschland’.

Secondo fonti dei paesi euro Parigi non ha però su tale fronte alcuni alleati.

“L‘idea generale è che ci sia scarso sostegno alla trovata francese” spiega una fonte vicina ai lavori preparatori dell‘Eurogruppo mensile, cui partecipa anche l‘istituto centrale di Francoforte.

“Con un po’ di immaginazione, quanto fatto finora dai governi si può in qualche modo ancora inserire nella cornice generale del patto [di stabilità e crescita], ma se si afferma che in circostanze come queste il patto non va applicato rimaniamo completamente privi di àncora. Si è poco propensi a prendere una simile direzione” riferisce la fonte.

La normativa comunitaria richiede che il disavanzo non superi la soglia di 3% del prodotto interno lordo e chiede ai governi di puntare nel medio termine a un bilancio in pareggio o in attivo.

La peggiore crisi economica dal dopoguerra ha tuttavia indotto le capitali Uem a far lievitare la spesa fino a in qualche caso cinque volte il limite comunitario, come dicono le proiezioni dell‘Irlanda sul prossimo anno.

Dopo aver rivisto a fine 2005 le regole del patto in modo da concedere più tempo per il consolidamento dei conti pubblici, i funzionari Ue non intendono però riaprire la discussione, dicono le fonti.

Gli ‘sherpa’ dei ministri finanziari e dei banchieri centrali che preparano la riunione mensile dell‘Eurogruppo, il cosiddetto comitato economico e finanziario, non hanno discusso di eventuali modifiche delle regole sulla disciplina di bilancio.

“Non si è in alcun modo discusso dell‘argomento in sede di comitato economico e finanziario, se se ne fosse parlato si sarebbe comunque vista un‘esigua minoranza a favore della proposta” riferisce la seconda fonte.

In base alle nuove regole del patto, per i responsabili di politica Ue il contenimento della spesa pubblica entro i vincoli comunitari rappresenta la maggiore sfida sul fronte della politica economica.

La normativa comunitaria è stata ampiamante ammorbidita ormai nel 2005, dopo il rifiuto di Francia e Germania di sottostare alla procedura disciplinare avviata contro Parigi e Berlino per il reiterato sforamento dei limiti sul deficit.

La revisione del patto concede un più ampio margine temporale per la correzione del disavanzo ma allo stesso tempo pone maggior enfasi sul raggiungimento di pareggio o avanzo di bilancio nelle fasi di congiuntura positiva.

“La situazione ricorda molto da vicino il 2005, quando con la riforma del patto molta gente ha proposto molti suggerimenti su cosa sottrarre dal conteggio del deficit per rendere più semplice centrare l‘obiettivo del 3%” spiega la prima fonte vicina ai lavori preparatori di lunedì.

“Siamo in un‘area in cui per qualsiasi modifica si richiede l‘unanimità dunque non sucecderà nulla, comunque naturalmente ne discuteremo. I francesi metteranno l‘argomento sul tavolo anche se si tratta di una discussione al momento introduttiva” continua.

Parigi dovrebbe archiviare il 2009 con un deficit pari a 6,6% del Pil quest‘anno e 7% il prossimo, ma in base alla procedura avviata dalla Commissione deve riportare il disavanzo al di sotto il 3% entro il 2011.

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