Pensioni, Bonanni contrario a innalzamento età donne - nota

mercoledì 4 marzo 2009 11:17
 

ROMA, 4 marzo (Reuters) - La Cisl non condivide la decisione del governo di proporre un innalzamento, seppur graduale, dell'età pensionabile delle lavoratrici della pubblica amministrazione.

E' quanto dichiara in una nota il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, dopo la notizia ieri di un progetto governativo per portare al 2018 l'età di pensionamento per vecchiaia delle donne nel pubblico impiego a 65 anni dagli attuali 60 ed equiparare così il loro trattamento a quello degli uomini così come richiesto dalla Corte di giustizia europea.

"Non siamo d'accordo per ragioni di metodo e di merito", prosegue Bonanni.

La Cisl contesta che su un tema delicato come quello delle pensioni, il governo abbia deciso unilateralmente, senza aprire un confronto con il sindacato.

Quanto al merito si tratta di una decisione "sbagliata che ci riporta indietro negli anni, introducendo criteri di accesso differenziati alla pensione di vecchiaia per le lavoratrici pubbliche rispetto a quelle private".

"Il governo può contrastare la sentenza della Corte di giustizia europea facendo presente che il regime pensionistico pubblico non è un regime professionale distinto da quello legale generale", suggerisce Bonanni.

"Per una larga parte delle donne il pensionamento precoce è imposto da condizioni familiari, dalla cura dei figli e degli anziani. Si intervenga prima su questo, attraverso una politica di intervento che aumenti l'offerta degli asili nido e che sostenga l'attività di assistenza e di cura domiciliare degli anziani".

Nel futuro, conclude il leader della Cisl, il problema potrebbe essere risolto reintroducendo meccanismi più flessibili di accesso al pensionamento, "superando la distinzione fra pensione di anzianità e di vecchiaia, cosa che era già stata fatta con la legge Dini".