4 maggio 2009 / 10:48 / tra 8 anni

PUNTO 4 - Ue, non più caduta libera ma ripresa solo da metà 2010

(Aggiunge commenti da conferenza finale Eurogruppo)

BRUXELLES, 4 maggio (Reuters) - L‘economia europea, destinata a contrarsi del 4% quest‘anno, attraversa ora il momento di recessione peggiore, ma non è più in caduta libera. Per una ripresa, tuttavia, bisognerà aspettare la seconda metà del 2010 e non si può ancora dire di aver toccato il fondo.

E’ questa la fotografia scattata dalla Commissione europea che oggi ha pubblicato le stime primaverili indicando la “recessione più profonda e diffusa dell‘era post-bellica”, senza tuttavia tralasciare un riferimento a recenti segnali positivi che “fanno presupporre una stabilizzazione dell‘economia nella seconda parte dell‘anno e un graduale recupero nel 2010”.

“I ministri sono tutti d‘accordo sul fatto che siamo nel momento peggiore della recessione, ma allo stesso tempo osserviamo segnali positivi”, ha detto il Commissario Ue agli Affari economici Joaquin Almunia al termine della riunione dell‘Eurogruppo.

Il prossimo anno l‘economia europea frenerà ancora di 0,1% mentre a livello globale la ripresa dovrebbe raggiungere il 2%. Le stime di crescita della Commissione, -4% e -0,1%, sono le stesse tanto per il blocco dell‘euro che per i 27 dell‘Unione.

“Riceviamo segnali positivi. Abbiamo l‘impressione che il fondo del ciclo sia sempre più vicino”, ha spiegato Almunia, citando anche i dati odierni relativi agli indici Pmi manifatturieri, leggermente superiori alle attese di mercato.

“Non siamo più in caduta libera”, ha affermato ancora, anche se nel complesso “i dati incoraggianti non hanno ancora sufficiente massa critica per farci dire che il peggio è alle spalle”.

Le stime di crescita della Commissione sull‘area euro sono state pesantemente riviste al ribasso rispetto alle proiezioni del 19 gennaio scorso, che vedevano una contrazione limitata all‘1,9% per quest‘anno e una crescita dello 0,4% il prossimo.

PER JUNCKER DOPO CRISI ECONOMICA SI VA VERSO “CRISI SOCIALE”

La disoccupazione Uem, nelle stime della Commissione, raggiungerà l‘11,5% della forza lavoro nel 2010, con un‘inflazione ben al di sotto al target della Banca centrale europea quest‘anno e quello prossimo. Almunia ha tuttavia escluso il rischio di deflazione.

Forte preoccupazione per i numeri sul mercato del lavoro è stata espressa dal presidente dell‘Eurogruppo, Jean Claude Juncker.

“Siamo nel mezzo di una crisi economica e ci avviamo verso una crisi sociale”, ha detto Juncker al termine della riunione, chiedendo ai governi politiche mirate e alle imprese di evitare licenziamenti preventivi.

Le “ambiziose” misure adottate dai governi hanno creato un argine al processo di caduta economica ma, ha esortato Almunia, bisogna “lavorare duro e in maniera coordinata ... per far sì che lo scenario di graduale ripresa nel 2010 prenda corpo”.

“Spero che questa sia l‘ultima correzione al ribasso o, se volete, spero che la prossima volta valuteremo una revisione al rialzo”, ha detto il commissario nel briefing mattutino.

“Dobbiamo ripulire i bilanci bancari”, ha aggiunto, invitando a rafforzare il patrimonio degli istituti dove necessario e a continuare ad agire sugli attivi tossici.

Tuttavia, Juncker ha spiegato che l‘Eurogruppo non ritiene che i programmi congiunturali varati dai diversi paesi - che dispiegheranno appieno i loro effetti nel 2010 - abbiano bisogno di integrazioni.

Rispetto a qualche mese fa, tra l‘altro, lo spazio di manovra degli stati membri si è considerevolmente ridotto e in alcuni stati europei è stato interamente utilizzato, ha ammonito Almunia ricordando l‘atteso significativo peggioramento dei bilanci pubblici atteso a livello europeo.

A livello aggregato il disavanzo di bilancio dei 16 stati dell‘euro lieviterà quest‘anno al 5,3% del Pil dall‘1,9% nel 2008. L‘Irlanda vestirà la maglia nera con un deficit al 12% del Pil. Sia Almunia che Juncker hanno speso parole di apprezzamento per le misure “difficili e coraggiose” di Dublino sui conti.

La disciplina del Patto di Stabilità continuerà a essere applicata, ha assicurato Almunia, preannunciando azioni contro Malta, Polonia, Romania, Lituania e Lettonia, il cui deficit ha superato il limite di Maastricht del 3% del Pil nel 2008.

Nei prossimi mesi si valuterà poi come agire verso i paesi destinati a infrangere il tetto del 3% quest‘anno.

Almunia ha ribadito l‘adeguatezza, al momento, dei termini di fine 2013 e fine 2010 fissati, rispettivamente, per Irlanda e Grecia per riportare il deficit entro il limite del 3%.

In base alla raccomandazioni adottate dall‘Ecofin in aprile, inoltre, Francia e Spagna hanno fino al 2012 per abbassare il disavanzo entro il del 3%. La scadenza per la Gran Bretagna è nell‘anno fiscale 2013-2014.

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