Pensioni, nessuna stretta oltre equiparazione donne Pa - Sacconi

mercoledì 4 marzo 2009 09:12
 

ROMA, 4 marzo (Reuters) - Il governo non procederà ad alcuna stretta pensionistica oltre all'equiparazione tra donne e uomini nel pubblico impiego.

E' quanto ribadisce il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, in un'intervista a Il Corriere della Sera il giorno dopo la notizia che il piano del governo prevede un innalzamento graduale dell'età di pensionamento per vecchiaia delle donne dal 2010 per arrivare ai 65 anni nel 2018 (oggi l'età è di 60 anni contro i 65 degli uomini).

"In un periodo di incertezza come questa non vogliamo aggiungere altra incertezza...Faremo invece un intervento limitato alle dipendenti pubbliche, per applicare la sentenza della Corte europea", dice Sacconi.

Negli ultimi giorni sia Confindustria che esponenti di spicco dell'opposizione hanno chiesto al governo di presentare in parlamento una riforma delle pensioni che liberi risorse per chi perde il lavoro.

Sacconi osserva che le risorse già stanziate "sono sufficienti": per il biennio 2009-2010 ci sono 24 miliardi per gli ammortizzatori ordinari e 8 miliardi per quelli in deroga".

Sulla proposta del leader del Pd Dario Franceschini di un assegno per tutti i disoccupati il ministro obietta che a uno strumento automatico che incentiva le imprese a licenziare preferisce sostegni ai redditi su base negoziale come la cassa integrazione perchè incentiva le aziende a non licenziare.

Il ministro non si sbilancia in stime sui posti di lavoro a rischio nel 2009 ma sottolinea che si comincia a entrare nella fase acuta della crisi. Nel bimestre gennaio-febbraio le ore di Cig ordinaria sono aumentate del 443% rispetto allo stesso periodo del 2008, quelle di cig straordinaria del 26%, le indennità di disoccupazione del 40%.

Per la ripresa si spera nella "fine dell'anno o subito dopo".