4 novembre 2008 / 15:42 / tra 9 anni

PUNTO 3- Italia,debito pubblico impone enorme prudenza -Tremonti

(aggiunge dettagli in ultimi paragrafi)

di Valentina Za

BRUXELLES, 4 novembre (Reuters) - Gli spazi di manovra della politica economica dell‘Italia sono limitati dall‘elevato livello del suo debito pubblico e sarà quest‘ultimo a orientare l‘azione del governo.

A dirlo è il ministro dell‘Economia Giulio Tremonti in una conferenza stampa al termine della riunione del consiglio Ecofin.

“La nostra politica sarà basata su una fortissima attenzione alla particolarità storica dell‘Italia che è il debito”, ha detto Tremonti. “Magari per noi contassero solo i parametri di Maastricht, per noi contano altri parametri. Saremo enormemente prudenti”, ha aggiunto.

Bruxelles guarda di buon occhio l‘utilizzo dei margini di manovra offerti dal Patto riformato da parte dei paesi virtuosi in un momento di debolezza economica tale da rendere necessarie politiche di sostegno alla domanda. Per l‘Italia però c’è l‘ostacolo dell‘unico debito pubblico dell‘Unione europea superiore al prodotto interno lordo.

“I margini di manovra sono quelli che ci indica l‘Unione europea. E non ce ne sono molti come per altri Paesi”, ha commentato Tremonti.

Nelle stime pubblicate ieri dalla Commissione europea il debito italiano si mantiene sostanzialmente stabile rispetto al Pil nei prossimi anni passando dal 104,1% del 2008 al 104,3% del 2009 per scendere al 103,8% nel 2010.

Il governo vede invece il debito in calo al 102,9% del Pil il prossimo anno dal 103,7% stimato per questo.

A segnare i confini entro cui può muoversi la politica economica sono i grafici che evidenziano la divaricazione tra i rendimenti dei titoli di Stato italiani e quelli dei Bund tedeschi, ha aggiunto il ministro.

“E’ un fenomeno che ci è stato segnalato dalla Banca centrale europea, dalla Commissione”, ha proseguito. “Ne stiamo discutendo, è un fenomeno che va considerato ma che non ha relazione con la fine dell‘euro”, ha aggiunto.

L‘introduzione della moneta unica ha innescato un movimento di progressivo restringimento delle forbici di tasso tra i titoli di Stato dei vari paesi membri dell‘Unione monetaria.

Con l‘acuirsi della crisi finanziaria, l‘altissima avversione al rischio degli investitori si è sommata ad altri fattori - tra cui la prospettiva di un aumento delle emissioni di debito e una dose di speculazione - nel determinare un violento ampliamento della forbice di tasso tra Btp e Bund. Sulla scadenza decennale lo spread è arrivato oltre 130 punti base e si mantiene poco sopra il punto percentuale in seduta.

Tremonti ha sottolineato come l‘aumento del premio che i titoli di Stato italiani pagano rispetto ai corrispondenti benchmark tedeschi non si traduca automaticamente in un incremento del costo del debito italiano.

L‘avversione al rischio alimenta infatti la generale domanda di titoli di Stato e, se la preferenza per la tripla A tedesca riduce il costo della raccolta per Berlino, non lo aumenta necessariamente per Roma.

“Si apre la differenza con la Germania ma non aumenta il costo più di tanto ora. Talmente elevata è la domanda di titoli che all‘aumento della differenza non corrisponde automaticamente un aumento del costo”, ha spiegato il ministro.

Dal consiglio Ecofin riunito oggi a Bruxelles è arrivato oggi un via libera, con ritocchi minimi, alla proposta francese per ridisegnare l‘architettura del sistema finanziario, in vista dell‘incontro dei G20 che si terrà a Washington a metà novembre.

Per Tremonti quello francese “è un buon documento”, ma per superare la crisi non basta limitarsi alla finanza, è necessario anche intervenire su lavoro, energia e materie prime.

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