Rating banche italiane sono sotto pressione - studio S&P's

venerdì 5 giugno 2009 08:19
 

MILANO, 5 giugno (Reuters) - Standard & Poor's sostiene che il peggioramento della qualità dei prestiti delle banche italiane, colpite dalla recessione, e la loro ridotta capacità di assorbire le perdite sui crediti siano la causa dei recenti donwgrade e revisioni di stime negative annunciate dall'agenzia di rating.

"E ci aspettiamo che il deterioramento dei prestiti continui e che le perdite sui crediti aumentino nel 2010", dice l'analista Renato Panichi nello studio "Banking industry country risk management: Italy".

A causa della profondità della recessione, ci aspettiamo che gli asset non performing e le perdite connesse aumentino in modo significativo nel 2009 e nel 2010 e questo ridurrà drasticamente gli utili netti delle banche italiane", osserva l'analista.

Standard and Poor's stima una contrazione del 4% del Pil italiano nel 2009.

"I non performing asset potrebbero raddoppiare per la fine del 2010 dal 5,34% di fine 2008 e le perdite annuali correlate potrebbero superare i 120 punti base, più del doppio del livello di fine 2007 e molto più elevato rispetto ai 70 punti base che abbiamo visto alla fine del 2008", sottolinea Panichi.

La gran parte delle banche italiane ha un prospettiva negativa (27 su 49 o il 55%) e questo evidenzia possibilità di downgrade nei prossimi 12-18 mesi più elevate di un terzo. Si tratta della più alta percentuale negativa di prospettive per le banche italiane nell'ultima decade.

Fra le ultime revisioni annunciate dall'agenzia, figurano il downgrade di Unicredit (CRDI.MI: Quotazione) (A/Stable/A-1) e Banco Popolare Societa Cooperativa (BAPO.MI: Quotazione) (A-/Negative/A-2). S&P's ha cambiato l'outlook a negativo da stabile di Intesa Sanpaolo (ISP.MI: Quotazione) (AA-/Negative/A-1+) e a stabile da positivo su Ubi (UBI.MI: Quotazione) (A/Stable/A-1). Banca Monte dei Paschi di Siena (BMPS.MI: Quotazione) ha im outlook negativo da novembre 2007.

L"agenzia non ritiene, tuttavia, che le perdite sui prestiti possano raggiungere livelli che S&P's si attende in Spagna o in Gran Bretagana, che sono pià esposti a un surriscaldamento dei mercati immobiliari.

Le banche italiane, conclude lo studio, hanno una serie di punti di forza: beneficiano di una liquiditò soddisfacente, grazie a una stabile base di depositi e a un modello di business basato sulla banca commerciale. L'agenzia ritiene, infine, che le banche italiane siano meglio posizionate oggi rispetto al passato per affrontare condizioni economiche difficili. L'intensa attività di fusioni del recente passato sta portando i suoi frutti: la condivisione della best practice, il taglio dei costi e la creazione di una diversificazione geografica e di linea di business.