February 4, 2009 / 4:12 PM / 8 years ago

It Holding, bond da riacquistare in mano a hedge esteri - fonti

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MILANO, 4 febbraio (Reuters) - Il bond It Holding ITH.MI da 185 milioni di euro che un fondo estero, Kingsbridge secondo le indiscrezioni, sarebbe disposto a riacquistare nel tentativo di salvare la società in crisi è detenuto in massima parte da fondi hedge internazionali.

Lo dicono a Reuters una fonte vicina al dossier e due fonti di mercato.

"Il retail dovrebbe avere una parte minima delle obbligazioni, diciamo il 10%, il resto è in gran parte in mano a fondi hedge esteri che trattano i 'distressed asset'", dice la fonte vicina al dossier, ricordando che il bond è quotato sulla piazza lussemburghese.

Gli hedge fund possessori dovrebbero essere "30 o 40 al massimo", aggiunge.

Sostanzialmente in linea la prima fonte di mercato: "dei 185 milioni solo 20, massimo 25 sono in mano al retail in Italia. Il resto è sparpagliato tra fondi hedge che si occupano di junk-bond, soprattutto in UK e Usa", dice.

L'altra fonte di mercato racconta che "all'inizio Banca Imi (Intesa SanPaolo (ISP.MI)) aveva piazzato il bond soprattutto presso fondi comuni, fondi pensione, assicurazioni e banche estere, ma negli anni, man mano che la nota di credito peggiorava, i titoli sono stati ceduti a hedge fund abituati a trattare bond con questo andamento".

La fonte precisa, poi, che "ai risparmiatori della rete-Intesa SanPaolo dovrebbe essere andato ben poco, fin dall'inizio".

Il cda di It Holding convocato per ieri ha esaminato la manifestazione di interesse di un "fondo estero", che, secondo le indiscrezioni raccolte da Reuters sarebbe Kingsbridge, ramo di private equity dell'austriaca Hardt Group.

Il piano di rilancio del fondo, in base alla nota di ieri sera di It Holding, passarebbe attraverso un aumento di capitale (di circa 100 milioni, dicono a Reuters le fonti) e il riacquisto del bond, emesso nel 2004 con scadenza 15 novembre 2012 e cedola 9,875%.

"La salita, per It Holding, appare ancora estremamente ripida" commenta una fonte vicina alla vicenda.

L'AD Pierantonio Nebuloni, alla guida del gruppo da soli due mesi, deve infatti verificare una serie di difficili condizioni necessarie per poter dar corso alle trattative col fondo.

In primo luogo occorre la disponibilità degli istituti di credito, alcuni dei quali ancora creditori di una rata di prestito scaduta a dicembre, a sostenere l'azienda in attesa che si realizzi il piano; e in secondo quella dei licenziatari, che dovrebbero riconsiderare la messa in mora e possibilmente rivedere le condizioni contrattuali.

Infine, come concordano le fonti, è anche necessario l'accordo con i bond-holder, che devono essere disposti ad accettare la rimodulazione del debito che li coinvolge.

Il cda del gruppo dovrebbe riaggiornarsi per fare il punto della situazione entro la settimana, o forse anche domenica, riferiscono diverse fonti.

Poco dopo le 16, allo Star, il titolo balza di oltre il 23% poco sopra 0,2 euro, con scambi superiori alla media di un'intera seduta.

Ai prezzi attuali la società capitalizza circa 49 milioni. Riguardo al bond LU020389656=, le quotazioni indicative di oggi oscillano tra 11 e 17, lievemente migliori rispetto a ieri.

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