Banche, aiuti se sostengono imprese, abbassano tassi mutui - Pd

martedì 4 novembre 2008 17:29
 

ROMA, 4 novembre (Reuters) - Per ottenere il sostegno dello Stato, le banche italiane colpite dalla crisi dovranno continuare a concedere prestiti alle imprese e abbassare i tassi di interesse sui mutui ipotecari.

È quanto prevedono gli emendamenti presentati dal Pd ai decreti del governo per garantire la stabilità degli istituti di credito, illustrati oggi nel corso di una conferenza stampa da Pierluigi Bersani, Sergio D'Antoni, Pierpaolo Baretta e Marco Causi.

Gli emendamenti del Pd prevedono che il Tesoro possa sottoscrivere o garantire aumenti di capitale o emissioni obbligazionarie di Banche con problemi patrimoniali. La situazione d'inadeguatezza patrimoniale dovrà essere certificata dalla Banca d'Italia.

L'intervento dello Stato è però condizionato: le banche dovranno mantenere inalterato rispetto la media degli ultimi due anni il volume di crediti a favore delle piccole e medie imprese. In secondo luogo, gli istituti dovranno ridurre i tassi variabili dei mutui concessi, tassi che non potranno superare i 150 punti base sopra il tasso ufficiale della Bce. Inoltre, le banche non dovranno far scattare le ipoteche sulle prime case delle famiglie in difficoltà, ma applicare piani che vedano le famiglie coproprietarie dell'abitazione assieme ad un apposito ente statale.

Il Partito democratico ha poi presentato una mozione parlamentare per impegnare il governo al varo di misure anticicliche a favore di salari, pensioni e piccole imprese. Secondo il Pd il piano anti crisi, da applicare subito modificando la Finanziaria che si è dimostrata "totalmente inadeguata" ad affrontare la crisi, dovrebbe impegnare risorse pari a 8 miliardi, mezzo punto percentuale di Pil, una misura considerata compatibile con il target di un pareggio di bilancio entro il 2011.