Wind studia bond 5-7 anni, cedola attorno a 8% -fonti

giovedì 4 giugno 2009 16:48
 

MILANO, 4 giugno (Reuters) - La possibilità di emettere un bond della durata di almeno 5 anni, meglio se a 7 anni, con una cedola all'8% o poco sopra, alletta Wind, capogruppo italiana della telefonia guidata dall'egiziano Naguib Sawiris ORTEq.L, viste soprattutto le attuali buone condizioni del mercato.

Lo dicono a Reuters fonti bancarie e finanziarie che vedono la possibilità di un'emissione con queste caratteristiche, magari in una o più tranche, più probabili in euro, entro la fine di giugno, per rifinanziare una parte del debito esistente.

"E' già politica di Wind rimborsare periodicamente e anticipatamente il debito esistente. Ora il mercato mostra buone opportunità e quindi si potrebbe cavalcare l'occasione per allungare il debito e spuntare condizioni migliori di indebitamento" dice una delle fonti finanziarie che vede come possibilità massima emissioni per 2-2,5 miliardi.

Occorre a questo proposito la delibera del Cda.

Wind per altro non ha scadenze immediate da rispettare. La più vicina è quella di un bond convertibile da 825 milioni, con scadenza finale 2013, ma con un'opzione da parte dei bondholder di chiedere il rimborso al fine febbraio prossimo.

"Questa potrebbe essere una prima scadenza, sempre che i bondholder decidano per il rimborso" dice una delle fonti finanziarie.

Ci sarebbe da rifinanziare anche una parte, per altro contenuta, dopo i rimborsi già fatti tra dicembre e gennaio scorsi, di una Pik (payment in kind) che scade nel 2011. "Poi ci sono altri bond in scadenza nel 2013, 2014 e 2015 emessi da diverse società del gruppo" aggiunge una delle fonti finanziaie.

Secondo le fonti, ci sono ancora diversi fattori da tenere d'occhio per decidere circa una nuova emissione: dalla società del gruppo che potrebbe fare da emittente, al perdurare delle attuali positive condizioni di mercato e, soprattutto, alle condizioni a cui si potrà emettere.

Il mercato dei corporate bond è molto migliorato negli ultimi due mesi e parecchie emittenti, tra cui anche alcune italiane, si sono affacciate sul mercato dei capitali. Tuttavia per la maggior parte si è trattato di emittenti con rating 'investment grade', a diffenza di Wind i cui rating sono 'speculative grade', detti 'junk'.   Continua...