Italia, avanti con riforme, ritardare pensione - Codogno

mercoledì 3 giugno 2009 17:21
 

ROMA, 3 giugno (Reuters) - Recuperare il ritardo nell'attuazione delle riforme, mettere a punto un sistema di incentivi per ritardare il momento di andare in pensione e aumentare l'occupazione femminile.

È quanto si legge in uno studio a firma del capo economista del Tesoro, Lorenzo Codogno, che fornisce alcune indicazioni per aumentare la competività del sistema Italia nel suo insieme.

"Bisogna fare le riforme a maggior ragione ora che siamo in crisi, per preparare il terreno a quando ci sarà la ripresa", ha detto ai cronisti Codogno, precisando però di parlare a titolo personale e che il paper, quindi, non esprime necessariamente il punto di vista del Tesoro.

Lo studio, scritto in tandem con un altro dirigente di Via XX settembre, Francesco Felici, spiega che "in Italia il processo di attuazione delle riforme è iniziato in ritardo rispetto agli altri Paesi dell'Eurozona, quindi i suoi effetti devono ancora venire".

Inoltre, il paper non nasconde che in Italia "le riforme vengono attuate in un contesto molto difficile, che le rende meno efficaci".

"Questo significa che c'è ancora molto da fare perché le riforme producano effetti visibili", spiegano i due economisti del Tesoro nelle conclusioni della ricerca.

Tra i fattori che possono aumentare la competitività dell'Italia, il paper si concentra sull'esigenza di aumentare la partecipazione al lavoro di donne e anziani.

"Per i lavoratori più anziani, quattro canali di trasmissione possono essere identificati per aumentare la partecipazione e i tassi di occupazione: eliminare schemi di ritiro anticipato; incoraggiare i lavoratori più anziani a rimanere attivi con la riforma del sistema pensionistico e con l'allungamento della vita lavorativa tramite incentivi; favorire un approccio graduale al ritiro rafforzando il lavoro part-time e sostenendo le carriere dei lavoratori più anziani; migliorare le condizioni di lavoro", si legge nel paper.

"Misure a sostegno dei lavoratori più anziani potrebbero aumentare attraverso un maggiore investimenti in capitale umano come risultato di una più lunga vita lavorativa", continua il paper.

Sul fronte dell'occupazione femminile, i due economisti sollecitano l'eliminazione dei disintentivi fiscali che scoraggiano le donne dal cercare lavoro e la lotta alle discriminazione sul lavoro, "assicurando eguali opportunità". Altri interventi dovrebbero mirare a politiche di sostegno alla natalità che "aiutino le donne a riconciliare la loro vita lavorativa e familiare".