Fisco, deduzione costi da Paesi black list con prova - Entrate

martedì 3 novembre 2009 12:58
 

ROMA, 3 novembre (Reuters) - le imprese italiane che operano nei paradisi fiscali potranno dedurre dalle tasse le perdite sulle controllate estere a condizione che queste svolgano un'attività commerciale effettiva.

Secondo quanto si legge in una nota dell'Agenzia delle entrate, "i componenti negativi derivanti da queste operazioni sono deducibili anche se non indicati in dichiarazione prima dell'entrata in vigore della Finanziaria 2007", a condizione però di "dimostrare che i soggetti esteri svolgono prevalentemente un'attività commerciale effettiva o che le operazioni hanno avuto concreta attuazione e rispondono a un interesse economico reale".

"In questo caso resta ferma comunque l'applicazione della specifica sanzione introdotta dalla Finanziaria 2007, pari al 10% dell'importo complessivo delle spese non indicate nella dichiarazione dei redditi, con un minimo di 500 e un massimo di 50 mila euro. Sono questi alcuni dei principali chiarimenti forniti dalla circolare 46/E di oggi, con cui l'Agenzia delle Entrate precisa i confini della deducibilità dei costi da Paesi black list", aggiunge la nota.