Btp in calo, spread ampio su avversione al rischio, pesa Cpi

lunedì 30 giugno 2008 12:26
 

 MILANO, 30 giugno (Reuters) - Lo spread fra i rendimenti dei
decennali di riferimento italiano e tedesco si mantiene ampio,
sul montare dell'avversione al rischio. 
 "Quello che guida lo spread è l'avversione al rischio
dettata dall'incertezza. Le borse sono in forte calo, con
particolare difficoltà per il settore finanziario, questo,
insieme al permanere delle tensioni sul credito, spinge gli
investitori a comprare Germania a danno dei periferici" dice
Giuseppe Maraffino di Unicredit Mib. 
 Lo spread è a 64 punti base, il livello massimo dallo scorso
marzo, che a sua volta era il livello più alto dal 1999. Va
detto però che si tratta di benchmark diversi, come precisa
Maraffino. I nuovi titoli di riferimento sono infatti il luglio
2018 per la Germania e l'agosto 2018 per l'Italia, laddove a
marzo i benchmark erano le scadenze a febbraio.
 "L'agosto 2018 è più 'cheap' del febbraio 2018, quindi è
naturale che lo spread sia più ampio. Se guardiamo al
differenziale fra la stessa coppia di titoli di marzo, lo spread
è relativamente più basso, a 59 punti base" dice ancora
Maraffino.
 "Un certo peso sull'obbligaizonario europeo ha avuto il Cpi"
dice un trader. "L'idea che la Bce alzi i tassi penalizza il
reddito fisso".
 Dopo il dato sull'inflazione, i futures sui tassi di
interesse della zona euro hanno esteso le perdite, mentre i
rendimenti dei titoli a breve della curva della zona euro sono
schizzati in alto. 
 Anche sulla curva italiana è evidente un appiattimento di un
certo rilievo sul tratto 2-10.
 Secondo la stima preliminare fornita da Eurostat,
l'inflazione dell'Uem è salita in giugno al 4,0%, due volte il
target della Bce e a fronte di attese per un 3,9%. Il nuovo
record ha rafforzato le attese per una stretta monetaria di 25
punti base da parte dell'istituto centrale nella riunione di
giovedì prossimo, nonostante il rallentamento della crescita
economica. Il dato lascia inoltre la porta aperta a ulteriori
rialzi dei tassi guida.
 Anche il dato italiano è risultato superiore alle stime, con
l'indice Nic dei prezzi al consumo in aumento su mese dello 0,4%
e del 3,8% su anno, il massimo da luglio 1996.
 Intorno alle 12, i futures sui tassi Euribor <0#FEI:> cedono
fino a 18 tick nella fascia 2009, prezzando di fatto per marzo
2009 un tasso implicito del 5,285%.
 Dopo un avvio incerto gli indici dell'azionario europeo
hanno ripiegato in negativo. A pesare sulle borse, secondo i
trader, è soprattutto il rincaro del greggio, che orbita vicino
ai 142 dollari/barile, e che se da un lato aiuta gli energetici
dall'altro pesa sul mercato alimentando i timori per
l'inflazione.
     
===================== QUOTAZIONI 12,00 ==========================
                                  PREZZO    VAR.   RENDIMENTO
FUTURES BUND SETTEMBRE    FGBLU8   110,36   (-1,01)
BTP 2 ANNI (MAR 10)*    IT2YT=TT    99,20   (-0,28)     4,961%
BTP 10 ANNI (FEB 18)   IT10YT=TT    94,59   (-0,69)     5,267%
BTP 30 ANNI (FEB 37)   IT30YT=TT    79,60   (-0,73)     5,483%
======================= SPREAD (PB) ===========================
                                           CHIUSURA PRECEDENTE
TREASURY/BUND 10 ANNI   YLDS5     59                49 
BTP/BUND 2 ANNI         YLDS3     35                37
BTP/BUND 10 ANNI        YLDS5     64                64
BTP/BUND 30 ANNI        YLDS7     59                59 
BTP 10/2 ANNI                       30,6              36,5
BTP 10/30 ANNI                      21,6              24,9
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 *Quotazioni tratte dal circuito Reuters, il titolo non è
stato ancora scambiato su Mts.