Btp in calo, pesa inflazione, sale rendimento 2 anni

lunedì 30 giugno 2008 17:43
 

 MILANO, 30 giugno (Reuters) - Il secondario italiano
archivia la seduta in calo, con l'alto livello di inflazione che
penalizza l'azionario come anche il reddito fisso. A soffrire
particolarmente del rialzo dei prezzi e quindi delle attese di
una stretta monetaria è la parte breve della curva, come
testimonia la riduzione dello spread.
 "Le borse mostrano un lieve recupero, e questo ovviamente
pesa ulteriormente sull'obbligazionario. C'è da dire comunque
che questa combinazione di forte inflazione e crescita zero
fondamentalmente non premia né l'azionario né il reddito fisso"
dice un trader.
 "L'idea che la Bce alzi i tassi penalizza il reddito fisso,
ma va aggiunto che la banca centrale in questo momento di bassa
crescita, si trova in grande difficoltà" dice il trader.
 "Sul mercato si è vista molta volatilità, testimoniata
dall'ampia oscillazione del futures", dice ancora il trader
 Stamane il futures a settembre sul decennale di riferimento
tedesco è oscillato fra 110,04 e 111,35.
 Dopo il dato sull'inflazione, i futures sui tassi di
interesse della zona euro hanno esteso le perdite, mentre i
rendimenti dei titoli a breve della curva della zona euro sono
schizzati in alto. 
 Anche sulla curva italiana è evidente un notevole
appiattimento sul tratto 2-10.
 Secondo la stima preliminare fornita da Eurostat,
l'inflazione dell'Uem è salita in giugno al 4,0%, due volte il
target della Bce e a fronte di attese per un 3,9%. Il nuovo
record ha rafforzato le attese per una stretta monetaria di 25
punti base da parte dell'istituto centrale nella riunione di
giovedì prossimo, nonostante il rallentamento della crescita
economica. Il dato lascia inoltre la porta aperta a ulteriori
rialzi dei tassi guida.
 Anche il dato italiano è risultato superiore alle stime, con
l'indice Nic dei prezzi al consumo in aumento su mese dello 0,4%
e del 3,8% su anno, il massimo da luglio 1996.
 Lo spread fra i rendimenti dei decennali di riferimento
italiano e tedesco si è mantenuto ampio sul montare
dell'avversione al rischio, mostrando tuttavia una lieve
riduzione rispetto a stamattina e ai livelli di venerdì.
 "Quello che guida lo spread è l'avversione al rischio
dettata dall'incertezza. Le borse sono in forte calo, con
particolare difficoltà per il settore finanziario, questo,
insieme al permanere delle tensioni sul credito, spinge gli
investitori a comprare Germania a danno dei periferici" dice
Giuseppe Maraffino di Unicredit Mib. 
 Lo spread sulle ultime battute della seduta è a 62 punti
base dai 64 di venerdì, livello massimo dallo scorso marzo, che
a sua volta era il livello più alto dal 1999. Va detto però che
si tratta di benchmark diversi, come precisa Maraffino. I nuovi
titoli di riferimento sono infatti il luglio 2018 per la
Germania e l'agosto 2018 per l'Italia, laddove a marzo i
benchmark erano le scadenze a febbraio.
 "L'agosto 2018 è più 'cheap' del febbraio 2018, quindi è
naturale che lo spread sia più ampio. Se guardiamo al
differenziale fra la stessa coppia di titoli di marzo, lo spread
è relativamente più basso" dice ancora Maraffino.
     
===================== QUOTAZIONI 17,30 ==========================
                                  PREZZO    VAR.   RENDIMENTO
FUTURES BUND SETTEMBRE    FGBLU8   110,41   (-0,96)
BTP 2 ANNI (AGO 10)    IT2YT=TT     99,17   (-0,32)     4,977%
BTP 10 ANNI (AGO 18)   IT10YT=TT    94,83   (-0,42)     5,230%
BTP 30 ANNI (FEB 37)   IT30YT=TT    80,20   (-0,13)     5,433%
======================= SPREAD (PB) ===========================
                                           CHIUSURA PRECEDENTE
TREASURY/BUND 10 ANNI   YLDS5     59                49 
BTP/BUND 2 ANNI         YLDS3     37                37
BTP/BUND 10 ANNI        YLDS5     62                64
BTP/BUND 30 ANNI        YLDS7     59                59 
BTP 10/2 ANNI                       25,3              36,5
BTP 10/30 ANNI                      20,3              24,9
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