May 28, 2008 / 5:58 PM / 9 years ago

PUNTO 1- Piano PA punta a recupero 40 mld con più produttività

4 IN. DI LETTURA

(aggiunge dettagli piano, accorpa pezzi)

ROMA, 28 maggio (Reuters) - Il piano di riforma della Pubblica amministrazione allo studio del governo punta a recuperare risorse per 40 miliardi nel giro di 3-5 anni grazie a un aumento di produttività del 20%.

E' quanto si legge nel documento presentato oggi dal ministro responsabile per l'Innovazione e la Funzione pubblica Renato Brunetta ai sindacati.

Il confronto di oggi è cominciato in salita con un primo intoppo è sul metodo che ha portato la Cgil a lasciare il tavolo dopo pochi minuti.

Piano Brunetta: Pa Efficiente Come Il Privato

"Nella Pa italiana esiste un bacino di produttività latente e inespressa [...] il cui utilizzo è compito immediato e primario del governo [...]. Da un lato si può prudenzialmente stimare che esso - in un orizzonte temporale di medio periodo (3-5 anni) - sia attingibile nella misura del 20% generando un recupero di risorse economiche pari a circa 40 miliardi di euro senza lacerazioni sociali od occupazionali", dice la premessa.

Il piano prevede, fra l'altro, "dismissioni delle quote residue dei patrimoni immobiliari delle amministrazioni e degli enti ancora inutilizzate o insufficientemente utilizzate, nonché dei titoli azionari od obbligazionari non pubblici ancora detenuti dagli enti; cessione delle attività non core".

Per il resto gli obiettivi di Brunetta sono rivolti a maggiore efficienza e trasparenza della pubblica amministrazione premiando il merito - di dirigenti e dipendenti - ma anche inasprendo le sanzioni per i cosiddetti 'fannulloni'.

I risultati delle valutazioni dei dirigenti dovranno essere resi pubblici mediante i siti internet, aggiunge il documento.

Per quanto riguarda i dirigenti, "le retribuzioni varieranno a seconda dei risultati, e saranno responsabili in caso di omessa vigilanza sui collaboratori". Quanto ai dipendenti, per combatterne la scarsa produttività e l'assenteismo dei dipententi si punta su una "organizzazione più flessibile del lavoro e su una revisione della disciplina delle sanzioni e delle responsabilità".

Brunetta intende infine, sul fronte contrattuale, "ridurre i comparti di contrattazione e la durata nel settore pubblico, in linea con il settore privato, introdurre criteri di regolazione della contrattazione di secondo livello, riordinarel'Aran e introdurre la clausola di salvaguardia relativa alla durata dei contratti".

Cgil Contesta Metodo E Merito Confronto

Il coordinatore Cgil dei settori pubblici, Michele Gentile, ha spiegto che la defezine della sua organizzazione è legata al fatto che il ministro sia determinanto a trattare con un solo componente per ogni sigla sindacale: "Una forzatura inutile perché si esclude chi poi dovrà effettivamente gestire il piano. E' un piano che riguarda 3,5 milioni di lavoratori non si possono escludere le categorie che li rappresentano".

"Oltre a questo, il ministro ci ha detto che il prosieguo del confronto avverrà via e-mail", ha aggiunto Gentile spiegando che nei prossimi giorni Cgil, Cisl e Uil valuteranno le prossime mosse.

Carlo Podda, segretario generale della FP Cgil, ha commentato il merito del piano affermando che la "situazione è preoccupante. Se saranno confermate le linee del piano diffuse in questi giorni si tratterà di una totale rilegificazione del settore statale, si tornerà a prima del 1993 con contrattazioni individuali di ciò che oggi viene concordato fra le parti".

Per Podda il punto di partenza resta il memorandum siglato da Cgil, Cisl e Uil con il passato governo Prodi: "Servono tanti piani per ciscun settore della pubblica amministrazione, non un solo piano".

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