Tlx punta a oltre 3 mln contratti a fine 2009, aumento liquidità

giovedì 2 luglio 2009 15:41
 

MILANO, 2 luglio (Reuters) - Tlx archivia il primo semestre con un numero di contratti eseguiti in aumento del 51% a 1,66 milioni e prevede per fine anno di superare i tre milioni.

A 18 mesi dall'entrata in vigore della Mifid, la società mercato italiana si avvia a concentrare l'attività di negoziazione in un'unica piattaforma, puntando ad aumentare la liquidità offerta ai clienti finali e il numero degli strumenti negoziati.

E' quanto emerso da una presentazione sulle strategie della società, che organizza e gestisce mercati per la negoziazione di strumenti finanziari rivolti agli investitori non professionali e fa capo ai gruppi Unicredit (CRDI.MI: Quotazione) e Intesa SP (ISP.MI: Quotazione).

"Prevediamo per fine anno oltre 3 milioni di contratti", ha detto il direttore generale Alessandro Zignani. Nell'intero 2008 i contratti erano stati circa 2,4 milioni mentre nei primi sei mesi dell'anno si sono attestati a 1,66 milioni, per un controvalore di 47,6 miliardi (+22% su anno).

Gli strumenti finanziari sono attualmente circa 2.800 - di cui oltre la metà obbligazioni bancarie - e "arriveranno a 3.200 entro fine anno", ha affermato Zignani.

Sui titoli obbligazionari non governativi - ha sottolineato il manager - Tlx è la prima società mercato in Europa per contratti negoziati e controvalore.

Tlx ha recentemente deciso di concentrare l'attività di negoziazione solo sull'MTF EuroTLX e di chiudere il mercato regolamentato Tlx. La società punta "dall'1 gennaio 2010 a gestire tutto sotto il cappello di sim. I tempi tecnici ci fanno ben sperare che questo cambio di pelle avvenga entro fine anno", ha commentato il direttore generale.

Tra gli obiettivi di Tlx anche l'apertura del mercato a banche d'investimento che si impegnino a garantire la liquidità, con la competizione su tutti i book senza limiti al numero di Liquidity Provider ammessi. A questo proposito "abbiamo già qualche conversazione, consideriamo banche d'investimento non solo italiane ma anche europee", ha detto Zignani.

Quanto alla possibilità di espansione internazionale, "era nei nostri progetti fin dall'inizio", ha osservato il presidente Guido Ferrarini, ricordando che l'obiettivo è la creazione di una "piattaforma che renda accessibile l'investimento obbligazionario anche altrove".