2 febbraio 2009 / 12:23 / 9 anni fa

It Holding, 2-3 private equity internazionali interessati -fonte

MILANO, 2 febbraio (Reuters) - Le manifestazioni di interesse per It Holding ITH.MI, società di moda e lusso oberata di debiti, sono arrivate da due o tre fondi di private equity internazionali.

Lo dice a Reuters una fonte vicina al dossier aggiungendo che la proposta più concreta porterebbe la società ad un aumento di capitale e alla rinegoziazione del debito cruciali per la sopravvivenza del gruppo.

“It Holding ha ricevuto due o tre manifestazioni di interesse da fondi di private equity internazionali”, dice la fonte. E aggiunge che “l‘ipotesi più praticabile è quella che implica un aumento di capitale, oltre alla rinegoziazione del debito”.

Le altre proposte, continua, “sono sulle altre società del gruppo”.

Secondo la fonte, l‘ipotesi di ricorso alla legge Marzano o al concordato preventivo paventata oggi dal Corriere Economia “è realistica anche se si spera di scongiurarla”.

Un‘altra fonte vicina alla situazione sottolinea, a questo proposito, che “tutti stanno lavorando per garantire la continuità aziendale”.

It Holding da diversi mesi è in trattative, non più in esclusiva dal 31 dicembre scorso, con Mensun, la società rappresentata dall‘uomo d‘affari di Hong Kong Billy Ngok. A inizio dicembre è stato raggiunto un accordo non vincolante finalizzato al possibile trasferimento di attività di It Holding che, secondo indiscrezioni mai confermate, riguarderebbe Ittierre, la controllata che produce e distribuisce le linee in licenza.

Domani si riunirà un cda per esaminare le manifestazioni di interesse ricevute e trovare una via d‘uscita per la società.

Oggi la società ha confermato in una nota di aver ricevuto manifestazioni di interesse da “vari soggetti”.

It Holding ha anche sottolineato di aver riavviato le trattative con la società Mensun e ammesso che “il ritardo nel pagamento delle royalty ha creato tensione con i licenzianti, che hanno messo in mora le società del gruppo interessate”.

Per la società le prossime settimane saranno cruciali. Intorno al 20 febbraio scade la prima rata, da 20 milioni, del prestito concesso da Efibanca (Banco Popolare BAPO.MI) alla controllante PA Investments.

E l‘ulteriore proroga, fino ad aprile, sulla rata da 9,4 milioni del prestito sindacato sottoscritto nell‘ottobre 2004 con un pool di banche la cui capofila è Intesa SanPaolo (ISP.MI) (per un ammontare iniziale di 85 milioni) non è ancora stata concessa.

Secondo la prima fonte “le banche, prima di concedere la proroga alla rata del prestito, vogliono capire se si trova la soluzione in merito al rafforzamento patrimoniale”. Finora il prestito è stato parzialmente rimborsato e al 30 settembre 2008 era pari a 29 milioni.

Sempre riguardo alla posizione finanziaria, il debito netto di IT holding al 30 settembre era di 295,4 milioni e comprede un bond da 185 milioni a scadenza 2012 e cedola 9,875%. La cedola viene pagata semestralmente, a marzo e a settembre.

Alle 13,00 sullo Star il titolo perde il 9,5% circa a 0,162 euro, aggiornando il minimo a 0,16. Scambi elevati, quasi due volte la media giornaliera. La società, ai prezzi attuali, capitalizza 40 milioni di euro.

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