Corte conti: senza taglio spese niente riduzione tasse

giovedì 26 giugno 2008 12:13
 

ROMA (Reuters) - Senza una decisa riduzione della spesa pubblica il governo corre il rischio di dover rinunciare a obbiettivi di riduzione della pressione fiscale complessiva.

Lo ha sottolineato il relatore al rendiconto generale dello Stato della Corte dei conti Fulvio Balsamo.

"Non sembrano necessarie ulteriori osservazioni per ribadire come per i prossimi anni il definitivo risanamento dei nostri conti pubblici non possa prescindere dall'osservanza di regole rigide di evoluzione della spesa pubblica corrente (certamente da mantenere su tassi di incremento inferiori al tasso di crescita nominale del prodotto)", ha detto Balsamo nella relazione.

"Ma tale impegnativo percorso non può che prevedere l'inclusione nella strategia di controllo di tutti i grandi comparti della spesa. Il rischio di mancare ancora una volta gli obbiettivi di controllo della spesa pubblica si riflette, naturalmente, in quello, non meno grave, di dover necessariamente rinunciare al progetto di allentare gradualmente la pressione fiscale, il cui anomalo livello non è privo di implicazioni negative sullo sviluppo delle attività produttive e sull'allocazione dei fattori della produzione".

Secondo Balsamo, l'euro ha consentito al nostro Paese di ridurre il peso della spesa per interessi sul Pil di più di quattro punti (poco meno di 70 miliardi di euro). Ma, mentre Germania e Francia hanno ridotto la spesa corrente di 3,6 punti e di 0,7 punti, "in Italia la spesa corrente primaria è cresciuta di 1,5 punti" e molto più della metà dell'intero bonus dell'euro "è stato disperso in incrementi della spesa pubblica complessiva, anziché per alleggerire il fardello del debito".

 
<p>Banconote Euro di diverso taglio (immagine d'archivio). BANKG REUTERS/Russell Boyce</p>