PUNTO 1 - Manovra, no della Cgil: compromette crescita

mercoledì 25 giugno 2008 20:00
 

(aggiunge nota su accordo di luglio)

ROMA, 25 giugno (Reuters) - Il comitato direttivo della Cgil boccia la manovra triennale del governo ritenendola sbagliata perché non affronta le emergenze del Paese, a partire dal "recupero del potere d'acquisto di salari e pensioni, e "compromette la possibile ripresa prevista per il prossimo anno".

Lo si legge nel documento varato dal comitato, votato con 72 voti favorevoli e 15 contrari.

In un successivo comunicato, la Cgil aumenta le critiche dicendo che il decreto legge pubblica oggi abolisce per decreto e senza confronto con le parti l'accordo del 23 luglio.

"Anche il metodo è preoccupante, poiché lo strumento del decreto legge, utilizzato per realizzare gran parte della manovra di finanza pubblica 2009-2011, rischia di limitare il ruolo del Parlamento", dice il documento.

"La manovra, essendo impostata prevalentemente sui tagli alle spese, colpisce in modo consistente quantità e qualità dei servizi sociali, taglia pesantemente in settori fondamentali come scuola e sanità e rischia di peggiorare la condizione di tante famiglie".

Di converso, accusa il sindacato, "non fornisce alcun sostegno alla domanda interna né dà la necessaria risposta alla riduzione della pressione fiscale sui redditi da lavoro e da pensione come da noi proposto insieme con Cisl e Uil con la piattaforma unitaria sul fisco del novembre 2007".

"La scelta, inoltre, di indicare un tasso di inflazione programmata per il 2008 dell'1,7% rispetto al 3,6% tendenziale, rappresenta una previsione totalmente irrealistica e inaccettabile, che - se applicata - comporterebbe sulla retribuzione media una diminuzione programmata dei salari di circa 1.000 euro per il biennio 2008-2009, colpendo così salari e pensioni", sostiene il sindacato.

Una successiva nota dice che "quando il Consiglio dei ministri, il 18 giugno scorso, approvò il decreto legge con le 'Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria' esprimemmo subito un giudizio negativo. Oggi dopo la sua emanazione e la possibilità di conoscerlo nel dettaglio siamo ancora più preoccupati. Viene smantellato l'accordo del 23 luglio con un decreto legge, senza neppure aver illustrato nel dettaglio alle parti sociali i contenuti del provvedimento" .

"Si usa un decreto legge su materie tipiche del rapporto tra le parti, privando il Parlamento di una vera possibilità di discussione e inserendo materie che non hanno nulla a che vedere con motivi d'urgenza", conclude la nota.