PORTAFOGLI- Fortis sottopesa borse, punta su corporate euro

mercoledì 25 giugno 2008 14:36
 

MILANO, 25 giugno (Reuters) - Non avventurarsi sull'equity ma cogliere le opportunità offerte dai bond emergenti e dai corporate investment grade della zona euro, dove gli spread sono eccessivamente larghi.

E' l'opinione di William De Vijlder, global chief investment officer di Fortis Investments FOR.BR FOR.AS.

"I mercati azionari dovranno fare i conti con il probabile deterioramento degli utili societari, il prezzo elevato del petrolio e le banche centrali che esitano ad abbassare i tassi di interessi", ha spiegato De Vijlder nel corso di una presentazione a Milano.

Passata la tempesta dei subprime, secondo Fortis si profila una stagflazione "light" per le economie occidentali che allontana la ripresa al 2009. Un contesto che indurrà la Banca Centrale Europea ad un atteggiamento più accomodante dopo aver portato i tassi al 4,25%.

"La stretta ci sarà per una questione di credibilità della Bce e perchè crea più margini per abbassare i tassi e questo è psicologicamente importante", ha sottolineato De Vijlder che vede il costo del denaro al 3,75% nella zona euro in 12 mesi. "

Al Vecchio Continente Fortis preferisce attualmente gli Stati Uniti, un mercato più difensivo, che beneficia della debolezza del dollaro, mentre Eurolandia è destinata a rallentare ancora.

Le prospettive di lungo termine sono migliori per i paesi in via di sviluppo ma, nel breve, la preoccupazione per l'inflazione ha la meglio e la scelta è quella di tenere i mercati emergenti a benchmark.

Il gruppo belga-olandese, che di recente ha assorbito le attività olandesi di Abn Amro, prevede una ripresa discontinua, a "W", con una nuova decelerazione dopo la risalita dei prossimi due-tre mesi. Il sereno non tornerà prima del 2009 quando sarà stato digerito l'eccesso di offerta nel settore immobiliare americano e i prezzi delle case smetteranno di scendere.

"Quello di cui l'economia mondiale ha bisogno è una frenata nei paesi emergenti che toglierebbe pressione sulle materie prime e sull'inflazione", ha detto il direttore investimenti.   Continua...