Fondi pensione,possibile reversibilità per flussi futuri-Sacconi

martedì 24 giugno 2008 13:15
 

ROMA, 24 giugno (Reuters) - Per dare impulso alla previdenza complementare che in Italia stenta a decollare è necessario correggere alcuni aspetti della riforma introdotta dal governo di centrosinistra, a partire dalla possibilità di rendere in alcuni casi reversibile l'adesione ai fondi.

Lo ha detto il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, intervenendo oggi alla relazione annuale della Covip.

"Per dare maggiore flessibilità al sistema e soprattutto maggiore serenità al lavoratore sembra opportuno consentire qualche forma di reversibilità rispetto alla scelta iniziale, almeno per quanto riguarda i flussi futuri di Tfr e consentire così di dare fiducia ai fondi pensione senza il timore di rimanervi forzatamente legati in futuro", ha detto il ministro ricordando che nel 2007 il 75% dei lavoratori del settore privato ha scelto di lasciare il Tfr in azienda.

Secondo i dati diffusi stamani dalla Covip al 30 aprile 2008 solo il 28,7% dei lavoratori del settore privato ha aderito alle diverse forme di previdenza complementare.

Il ministro ha spiegato che qualora si temessero comportamenti dettati dagli andamenti contingenti dei mercati, si potrebbe adottare per esempio "la limitazione della reversibilità della scelta a particolari intervalli temporali".

Altro elemento sul quale riflettere è, secondo Sacconi, la portabilità del contributo del datore di lavoro ai fondi, oggi consentito solo per i fondi negoziali. "Si tratta di un argomento controverso sul quale intendo riflettere con le parti sociali e con gli operatori".

Il ministro ha invece detto che non è una priorità la richiesta della Covip di ridurre la tassazione sui rendimenti dei fondi dall'attuale 11%.

Per fare decollare i fondi che ancora stentano ad attrarre i cittadini, Sacconi ne propone l'aggregazione. "Occorre accorpare o lasciare che i lavoratori di un settore con basse adesioni possano aderire ai fondi più grandi. In prospettiva il numero complessivo dei prodotti previdenziali dovrà drasticamente ridursi. Ci vuole un processo di accorpamenti e fusioni simile a quello che c'è stato per le banche. Altrimenti non saremo mai efficienti", ha detto.

A fronte di questi interventi i cittadini devono comunque sviluppare una maggiore consapevolezza sulla necessità di aderire a forme di previdenza complementare; la previdenza obbligatoria "regge infatti solo fino a un certo punto", ha notato il ministro. A questo scopo serve una informazione più efficace.

"Da questo punto di vista l'implementazione della riforma da parte del passato governo non è stata felice. L'anticipo di un anno della riforma [dal gennaio 2008 al gennaio 2007] se da un lato ha consentito di avviare più rapidamente l'accumulo delle nuove risorse a favore dei fondi pensione dall'altro ha contribuito a rendere più difficile la preparazione di una adeguata campagna informativa".

A questo scopo il ministro si è impegnato affinché gli enti forniscano ai lavoratori una migliore conoscenza della pensione di base ma ha anche chiesto uno "sforzo aggiutivo" da parte degli operatori del settore e delle parti sociali.