Usa, oggi a voto Congresso piano salvataggio settore immobiliare

mercoledì 23 luglio 2008 14:14
 

WASHINGTON, 23 luglio (Reuters) - Oggi la Camera Usa sarà chiamata a votare il piano di salvataggio per il settore immobiliare che include misure di sostegno per le agenzie di mutui a interesse nazionali (GSE) Fannie Mae FNM.N e Freddie Mac FRE.N.

I deputati sembrano aver trovato un accordo sulla versione finale del pacchetto che, secondo le stime dei tecnici del Congresso, costerà ai contribuenti 25 miliardi di dollari.

Una parte delle nuove norme disegnata per sostenere le due GSE è stata stilata dall'amministrazione Bush, aggiugendola a una bozza in lavorazione da mesi.

Per il democratico Barney Frank, relatore della legge, l'intero pacchetto ora ha un ampio sostegno bipartisan sia alla Camera, sia al Senato.

Il segretario del Tesoro Usa, Henry Paulson, ha aggiunto la parte riguardante le GSE, che permetterà alle due agenzie di avere accesso a nuovi fondi governativi sia sotto forma di prestiti, sia attraverso l'acquisti di pacchetti azionari.

Fannie e Freddie sono in possesso o garantiscono quasi la metà del debito in mutui ipotecari americano, pari a 12.000 miliardi di dollari.

L'ufficio del bilancio del Congresso Usa (Cbo) ha stimato che il pacchetto potrebbe costare 25 miliardi di dollari, ma i costi potrebbero essere anche marginali dal momento che c'è incertezza se le GSE utilizzeranno la linea di finanziamento che verrà offerta dalla nuova legge.

Se il pacchetto passerà alla Camera oggi, procederà allora verso il Senato. Una volta approvato dal Senato, probabilmente prima del fine settimana, la manovra dovra essere promulgata dal presidente George W. Bush.

Mentre la Casa Bianca è a favore della maggior parte della legge, Bush ha minacciato di porre il veto sulla parte che concede circa 4 miliardi di dollari agli Stati e alle comunità per acquistare e riparare le case pignorate nei quartieri poveri. Secondo la Casa Bianca questa norma aiuta chi concede prestiti e non i proprietari di immobili, ma i democratici sostengono che questa misura eviterebbe il deprezzamento degli immobili in quartieri già in difficoltà.