24 giugno 2008 / 09:35 / 9 anni fa

Fondi pensione, ad aprile 2008 3,5 milioni di adesioni (28,7%)

<p>Operai alle prese con il muletto in un cantiere di Roma. REUTERS/Max Rossi (ITALY)</p>

ROMA (Reuters) - I lavoratori dipendenti del settore privato che hanno aderito ai fondi pensione dalla entrata in vigore della riforma del Tfr fino ad aprile 2008 sono 3,5 milioni, il 28,68% su un potenziale di 12,2 milioni di interessati.

In totale, autonomi compresi, gli iscritti ad aprile 2008 sono 4,7 milioni.

Nei primi quattro mesi dell‘anno le adesioni totali sono cresciute del 2,8% rispetto alla fine dello scorso anno, con l‘ingresso nel settore di quasi 130 mila nuovi soggetti, di cui circa l‘80% lavoratori dipendenti del settore privato.

Lo rende noto la Covip nella sua relazione annuale sottolineando l‘avvio di una fase di rallentamento nelle adesioni - “sembra essersi esaurita la spinta propulsiva della riforma” - e la necessità di rilanciare la previdenza complementare attraverso la facoltà di ripensamento per i lavoratori e la leva fiscale.

“La riforma ha prodotto risultati significativi, ma molto c’è ancora da fare per conquistare larghe fasce di lavoratori dipendenti”, soprattutto i giovani, spiega l‘autorità di vigilanza sui fondi pensione.

Per quanto riguarda l‘aspetto fiscale, ha spiegato il presidente Luigi Scimia, sarebbe auspicabile “una riduzione della tassazione sui rendimenti, diminuendo nei limiti del possibile l‘attuale imposta dell‘11%. In particolare per i giovani potrebbe essere utile un sistema di parziale detrazione dei contributi versati, limitatamente ai primi anni di partecipazione”.

Per favorire nuove adesioni, secondo la Covip, si potrebbe introdurre una facoltà di “ripensamento” sulla destinazione del Tfr ai fondi, evitando l‘uscita dal sistema ma favorendo la possibilità in determinate circostanze “di interrompere o sospendere il flusso di Tfr”.

Si potrebbe inoltre riproporre un ulteriore periodo per la scelta del conferimento del Tfr per tutti i lavoratori che non hanno aderito.

DA MERCATI SEGNALI POCO INCORAGGIANTI

“I segnali poco incoraggianti giunti dai mercati finanziari e dal sistema economico nazionale nei primi mesi dell‘anno hanno reso più difficile per i lavoratori la scelta relativa all‘adesione, anche per l‘esigenza di valutare le prospettive di reddito in rapporto a una congiuntura economica non tranquillizzante”, aggiunge Scimia suggerendo per gli intermediari forme di compartecipazione ai risultati “positivi o negativi, dell‘investimento”.

Nel corso del 2007 i contributi affluiti alle forme pensionistiche complementari sono pari a circa 7,5 miliardi di euro; tenendo anche conto dei piani individuali assicurativi non adeguati alla nuova disciplina, il flusso dei contributi sale a 8,4 miliardi di euro.

Di questi, l‘ammontare dei contributi relativi alle quote del trattamento di fine rapporto (TFR) è pari a 3,2 miliardi. ”Si tratta di un importo certamente destinato a salire nel 2008, se si tiene conto che gran parte delle nuove adesioni è stata espressa a ridosso della fine del primo semestre e, di conseguenza, i flussi di contribuzione non hanno riguardato l‘intero anno.

Le risorse destinate alle prestazioni hanno raggiunto complessivamente circa 58 miliardi di euro

Un ruolo marginale ha avuto, nella dinamica di crescita delle adesioni, il meccanismo del “conferimento tacito”, che ha riguardato circa 70.000 nuovi iscritti.

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