PUNTO 1 - Berlusconi cita Unità per danni su servizi scandali

mercoledì 2 settembre 2009 17:46
 

(Aggiunge dettagli, nota de l'Unità)

ROMA, 2 settembre (Reuters) - Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha citato per danni il quotidiano l'Unità, di proprietà di Renato Soru, per un totale di 2 milioni di euro per i reportage legati alla vicenda delle frequentazioni femminili del premier.

Il premier ha inoltre chiesto per la direttrice Concita De Gregorio e altre quattro firme femminili del giornale la condanna a una pena pecuniaria di 200 mila euro ciascuna.

Lo comunica con una nota la direzione della testata stessa, che ha ricevuto i due atti di citazione per danni lunghi complessivamente 32 pagine tramite il legale del premier Fabio Lepri.

A essere contestati sono gli editoriali, articoli di cronaca e opinioni pubblicati sui numeri del 13 luglio e del 6 agosto.

Tra i temi giudicati diffamatori, si legge nella nota, le critiche rivolte al premier per la mancata partecipazione a impegni internazionali "per la contemporanea partecipazione a incontri con la escort Patrizia D'Addario", "la ricostruzione dei rapporti tra gli ambienti vicini al premier e le gerarchie vaticane" e quella dei "rapporti tra Rai e Mediaset in funzione anti-Murdoch".

"Contestata pure la citazione di battute di Luciana Littizzetto a proposito dell'utilizzo, da parte del premier, di speciali accorgimenti contro l'impotenza sessuale", continua la nota, che riporta quanto scrive il legale: "Affermazioni false e lesive dell'onore del premier del quale hanno leso anche l'identità personale presentando Berlusconi come soggetto che di certo non è, ossia come una persona con problemi di erezione".

Nel pomeriggio il quotidiano ha voluto commentare con una nuova nota la decisione del premier e della sua "esorbitante" richiesta di risarcimento: "Le argomentazioni contenute nei due atti di citazione sono formalmente dirette a dimostrare che l'Unità ha colpito la reputazione di Berlusconi, ma nella sostanza delineano un illecito non previsto dal nostro ordinamento, quello di lesa maestà".

"Non è possibile, nei due atti di citazione, trovare nulla che riguardi il merito delle affermazioni contestate", conclude la nota. "E' evidente che Silvio Berlusconi, come già il fascismo, vuole chiudere il giornale fondato da Antonio Gramsci".