23 maggio 2008 / 15:26 / tra 9 anni

Ponte Messina,si farà ma 1,5 mld va a Ici e straordinari

<p>Un'immagine virtuale del progetto del Ponte sullo Stretto di Messina. Impregilo e il suo consorzio internazionale nel 2005 si sono aggiudicati un appalto da 4,4 miliardi di euro per costruirlo. REUTERS/Stretto di Messina S.p.A./Handout</p>

di Stefano Bernabei

ROMA (Reuters) - Il ponte sullo Stretto di Messina si farà anche se i soldi ex Fintecna, pari a 1,5 miliardi, in dotazione al Fondo Infrastrutture serviranno a coprire nel 2008 l‘abolizione dell‘Ici sulla prima casa e la detassazione degli straordinari.

Lo conferma in una nota il sottosegretario alle infrastrutture Giuseppe Reina (Mpa) che commenta quanto riportato stamani da alcuni quotidiani.

“Il Ponte sullo stretto di Messina si farà. E’ una priorità del governo Berlusconi e noi faremo in modo che presto potranno essere disponibili le risorse da impiegare per la realizzazione di questa indispensabile opera per lo sviluppo non solo del Sud ma dell‘intero Paese”, ha detto Reina in una nota.

MATTEOLI CHIEDE AVVIO NEI TEMPI PIU’ BREVI

Stamani il ministro delle Infrastrutture, Altero Matteoli, ha scritto al presidente dell‘Anas e della società Stretto di Messina spa, Pietro Ciucci, chiedendo che si riprenda “nei tempi più brevi” l‘iter di realizzazione dell‘opera.

Ciucci ha garantito che l‘opera ripartirà presto: “Abbiamo bisogno di qualche mese per aggiornare i profili tecnici, convenzionali e finanziari del progetto, ma rinnovata la convenzione, contiamo di aprire i cantieri a metà 2010 ed inaugurare al traffico il ponte sullo stretto all‘inizio del 2016”.

Nessun rinvio ma intanto la dotazione di 1,5 miliardi che aveva Fintecna e che erano stati già spostati nella precedente legislatura nel Fondo Infrastrutture dovrebbero essere spesi per altro, Ici e straordinari, appunto. I

l condizionale è però d‘obbligo perché quei fondi, secondo l‘ex ministro Antonio Di Pietro, non possono essere utilizzati in quanto già spesi dal governo Prodi per altro, cioè per fare opere stradali e ferroviarie in Calabria e Sicilia.

IL GIALLO DEL DECRETO DI PIETRO

Secondo una fonte vicina al progetto del Ponte, “non c’è però alcuna evidenza che sia stato firmato il decreto che impegna quei fondi”.

Di questa idea è anche Reina che nella nota spiega che effettivamente quei soldi servono “a coprire nell‘immediato per l‘esercizio di quest‘anno il raggiungimento di due obiettivi che non potrebbero essere colmati diversamente. Le risorse di cui si parla non potrebbero materialmente essere utilizzate ai fini della realizzazione sia del Ponte, sia di altre opere infrastrutturali per le quali il pregresso governo ne aveva ipotizzato l‘utilizzo. Le risorse che, al contrario, servono per la realizzazione del Ponte e quelle che occorreranno per le altre infrastrutture saranno trovate necessariamente e introdotte nella programmazione economica di questo governo”.

A quel punto se 1,5 miliardi sono spesi per Ici e straordinari ed escono dal bilancio dello stato nel 2008, almeno altrettanti ne serviranno come dotazione a fondo perduto quando, a metà 2010 inizierà il finanziamento del Ponte e, svuotate le casse di Fintecna, dovrebbe essere rifinanziata la dotazione del Fondo Infrastrutture, gravando sul deficit pubblico.

RESTA VALIDO AFFIDAMENTO A IMPREGILO

Il costo di finanzimento del Ponte sarà, secondo stime della società Stretto di Messina, di circa 6 miliardi di euro che comprendono i 3,9 miliardi del valore della gara che si è aggiudicata Impregilo (da una base di 4,4 miliardi), gli oneri finanziari e le altre spese amministrative.

La Stretto di Messina spa è, da ottobre 2007, controllata all‘81,8% dall‘Anas, con il resto del capitale in mano a Rfi con il 13% e le Regioni Calabria e Sicilia ciascuna con il 2,6.

Il riavvio del progetto non richiede una nuova gara per il general contractor, perché resta valido l‘affidamento a Impregilo firmato nel marzo 2006 e gli altri contratti.

Per riavviare le attività occorrerà, oltre a reperire i fondi ex Fintecna, accantonati nel Fondo Infrastrutture e già spesi, aggiornare i contratti, la Convenzione con il concedente Ministero delle Infrastrutture e il relativo piano finanziario.

Tutte queste attività dovrebbero essere completate entro l‘anno per consentire a Impregilo di ripartire nei primi mesi del 2009 con l‘apertura dei cantieri programmata a metà 2010.

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