21 maggio 2008 / 13:12 / 9 anni fa

PUNTO 3 - BTPei 2019 prezzato a 99,786, ordini oltre 6 mld euro

(riscrive con nota lead manager su distribuzione)

MILANO, 21 maggio (Reuters) - L'Italia ha prezzato il nuovo BTPei scadenza 15 settembre 2019 a 99,786 al reoffer, fissando la cedola al 2,35% e confermando il rendimento a 12,5 punti base sopra quello del BTPei 2017.

Lo hanno riferito i lead manager dell'operazione, chiarendo che l'ammontare dell'emissione è di 4 miliardi di euro, mentre la break even inflation (cioè la differenza tra tasso nominale e reale) nei confonti del Btp febbraio 2019 IT349325=TT è di 2,3434 punti base.

Il regolamento dell'operazione, si legge in una nota del Tesoro, è fissato per il 28 maggio e il rendimento reale annuo lordo dell'emissione è del 2,385%.

Le banche che hanno gestito il collocamento sono Barclays Capital, Bnp Paribas, Morgan Stanley, Ubs e Unicredit.

In serata, i lead manager hanno diffuso un comunicato per dettagliare l'andamento del collocamento. Gli ordini, registrati sulla base di una price guidance di +12,5/14,5 punti base sul BTPei 2,1% settembre 2017, hanno superato i 6 miliardi di euro.

"La qualità e la solidità degli ordini raccolti", dice la nota, "hanno permesso al Tesoro di prezzare al livello più stretto della spread guidance... e di incrementare l'ammontare del'emissione a 4 miliardi di euro (dai 3 miliardi previsti inizialmente)".

Gli investitori sono stati oltre cento. Guardando alla distribuzione geografica, il 17% sono italiani, il 45% sono residenti in Gran Bretagna e Irlanda, il 10% in Francia, il 7% in Germania e Austria, il 7% in Scandinavia, il 5% in Spagna e il 3% in Benelux. La parte restante è di provenienza extra-europea, con oltre il 6% in Asia e Usa.

L'analisi della tipologia degli investitori, prosegue il comunicato dei lead manager, evidenzia che il 44% dell'emissione è stato sottoscritto dalle banche, l'11% dai fondi pensione e dalle assicurazioni, il 4% dalle banche centrali, il 25% da asset manager e fondi di investimento e il 16% da hedge fund.

Secondo Luca Cazzulani, strategist di Unicredit Hvb, il titolo potrebbe avere una buona accoglienza anche nel secondario.

"E' un periodo favorevole per gli indicizzati, dovremmo vederlo performare anche nel breve periodo", dice.

Lo strategist sottolinea che il Tesoro, grazie a "una buona scelta di tempo", non ha dovuto offrire un premio troppo elevato, come invece è stata costretta a fare a inizio mese la Grecia con il bond scadenza 2018.

"Il titolo greco è uscito in sindacato con un premio alto, l'Italia ha ottenuto un'emissione di soli 2 pb superiore al fair value", sostiene Cazzulani.

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