Crisi,in decreto pochi spiccioli a famiglie - Famiglia Cristiana

martedì 2 dicembre 2008 17:06
 

ROMA, 2 dicembre (Reuters) - Famiglia Cristiana boccia il decreto anti crisi del governo ritenendo che "riserva pochi spiccioli a famiglie e imprese" mentre mette una borsa "colma di denaro a disposizione delle banche, che hanno bisogno di soldi freschi per i loro affari".

Nell'editoriale in edicola giovedì e anticipato oggi alle agenzie, il settimanale cattolico parla di "demagogia, più che l'inizio d'una politica familiare seria. È un tampone: come dare l'aspirina a un malato terminale. Servirà a poco, non farà ripartire i consumi, né ridurrà quella fascia di famiglie che non arriva a metà mese".

Quanto alle grandi opere da 16,6 mld "sono un libro dei sogni, che nessuno ha aperto (gli esperti hanno pure bocciato il ponte di Messina: troppo caro e pericoloso)".

Critiche anche per la social card che viene definita "carta della povertà" che dà un sollievo di poco più d'un euro al giorno a famiglia.

E dubbi anche sulle coperture: "Per ora ci sono, certi, 170 milioni di euro, ne servono 450. Tremonti dice che userà i "conti dormienti" e le multe dell'Antitrust. Ma quei soldi li aveva già promessi alle vittime del crack Parmalat e Cirio".

Inoltre, conclude il settimanale, chi ha 800 euro di pensione è escluso. "La parola magica è bonus, cioè carità. Che è cosa buona, ma non deve farla lo Stato".