Manovra, Ires 33% su petrolieri, stretta su stock option

giovedì 19 giugno 2008 17:29
 

ROMA (Reuters) - Rimodulazione della base imponibile per banche, assicurazioni e industria energetica, aliquota Ires al 33% per i petrolieri, eliminazione del regime agevolato per la tassazione delle stock option e stretta sulle cooperative. E ancora, un piano sociale da 500 milioni l'anno che prevede carte prepagate da 400 euro da spendere in esercizi alimentari. Tariffe elettriche agevolate e sconti sugli acquisti con carta sulla base di convenzioni con Confcommercio.

Il titolare dell'Economia Giulio Tremonti, in una conferenza stampa alla presenza di una folta delegazione di ministri, fornisce nuovi dettagli sulle misure che compongono la manovra triennale varata ieri, che comprende anche la riforma del peocesso civile e i primi elementi della nuova Strategia energetica nazionale.

STRETTA PER CHI VIVE IN PARADISI FISCALI

Per i petrolieri, oltre all'aliquota Ires al 33%, Tremonti ha confermato "l'incremento dei diritti statali di estrazione mineraria". Non ci sarebbe, invece, l'addizionale del 10% sui profitti, come scritto in un testo diffuso ai giornalisti. Il ministro ha spiegato che l'addizionale "fa riferimento alla versione iniziale entrata in Cdm", poi abbandonata.

"La logica è stata quella di aumentare la base imponibile per banche e assicurazioni e di portare l'imposta sui petrolieri al 33%", ha chiarito Tremonti rispondendo a chi chiedeva dettagli sulla Robin Hood tax.

Il ministro ha quindi annunciato "misure mirate al contrasto dell'evasione fiscale" e un giro di vite per chi vive nei paradisi fiscali. Verrà introdotta, infatti, "la presunzione generale, con rovesciamento dell'onere della prova, che gli italiani residenti nei paradisi fiscali siano fiscalmente italiani".

DEFICIT TENDENZIALE 2008 AL 2,5% MA FORSE PIÙ BASSO

"Abbiamo la consapevolezza di un rischio di bilancio che c'è e che verrà non solo dal lato della spesa pubblica, se non sottoposta a una rigida disciplina, ma anche dal lato delle entrate fiscali", ha detto Tremonti.

"In base alle evidenze di maggio il deficit chiuderebbe al 2,5%", ha spiegato il ministro, aggiungendo però che molte misure della manovra hanno effetto sul 2008 e che quindi il disavanzo potrebbe essere inferiore. Come ieri in conferenza stampa a Palazzo Chigi, il ministro non ha illustrato il quadro macroeconomico del Dpef limitandosi a dire che le cifre saranno rese note al Parlamento probabilmente domani assieme a tutti i provvedimenti che compongono la manovra.   Continua...

 
<p>Giulio Tremonti REUTERS/Francois Lenoir</p>