Comune di Roma, debito raggiungerà 9,762 miliardi in 2010

giovedì 19 giugno 2008 19:16
 

ROMA (Reuters) - Il debito totale del Comune di Roma al 31 dicembre 2007 risulta essere pari a 8,151 miliardi se si aggiungono ai 6,874 miliardi del debito in ammortamento iscritto in bilancio anche gli addizionali 1,277 miliardi relativi all'indebitamento contratto e non ancora erogato a fronte di opere relative agli esercizi 2006-2007.

E' quanto si legge nei documenti distribuiti alla stampa nel corso di una conferenza stampa del sindaco Gianni Alemanno e del ministro all'Economia Giulio Tremonti sullo stato dei conti del comune capitolino. Il documento dice anche che Alemanno è commissario del Comune per la stesura del piano di rientro (che deve essere fatto entro il 30 settembre prossimo), che è senza mandato per le società quotate controllate dal comune e che "per l'intera durata del regime commissariale non può procedersi alla dichiarazione di dissesto".

Il documento aggiunge che "al dato rilevato dalla Ragioneria [generale dello Stato nel corso della sua due diligence] è necessario evidenziare che nel bilancio 2008-2010, approvato dal consiglio comunale, sono previsti ulteriore investimenti da finanziare con il ricorso al mercato creditizio per circa 1,544 miliardi. Qualora si desse attuazione agli investimenti programmati il debito totale a fine 2010, al netto delle quote capitale da rimborsare nel triennio in oggetto, risulterebbe pari a circa 9,103 miliardi. A ciò devono aggiungersi ulteriori 660 milioni per il completamento delle linee metropolitane i cui investimenti dovrebbero essere attuati a partire dal 2010, Complessivamente, se al debito contratto si somma il debito programmato, il totale è pari a circa 9,762 miliardi".

Alemanno, fra le altre criticità delle quali ha parlato, ha citato "3 miliardi in contratti derivati".

Nei documenti distribuiti si dice infatti che "ulteriori incognite derivano dal futuro andamento degli strumenti derivati sottoscritti dall'ente per circa 3 miliardi di euro, in relazione ai quali la Ragioneria ha evidenziato che, non essendoci accantonamenti, l'ente dovrà reperire risorse a valere sulla parte corrente del bilancio al fine di finanziare i più che probabili differenziali negativi".

Nel corso della conferenza stampa il sindaco ha anche ricordato che il decreto legge approvato ieri sera dal consiglio dei ministri prevede uno stanziamento (da parte della Cdp "a valere sui primi futuri trasferimenti statali ad esclusione di quelli compensativi per i mancati introiti di natura tributaria", vedi Ici) per il Comune di Roma di 500 milioni; altri stanziamenti potrebbe essere previsti dal ddl collegato alla manovra triennale.

Sono prorogati inoltre di 6 mesi i termini previsti per l'approvazione del rendiconto relativo all'esercizio 2007 e l'assestamento di bilancio relativo all'esercizio 2008.

Il sindaco di Roma ha poi aggiunto che "la Procura della Corte dei conti ha annunciato iniziative e vigilanza su quel che sta avvenendo".

 
<p>Gianni Alemanno REUTERS/Alessandro Bianchi</p>