16 giugno 2008 / 15:47 / 9 anni fa

Class action, dl manovra rinvia 6 mesi entrata vigore

<p>Claudio Scajola</p>

di Giuseppe Fonte

ROMA (Reuters) - Come chiesto oggi da Confindustria, per l'entrata in vigore della class action all'italiana si profila uno slittamento da fine giugno a fine 2008.

Secondo una fonte governativa il rinvio sarà inserito nel decreto legge di anticipo della Finanziaria 2009 che, assieme a uno o più ddl, sarà approvato dal Consiglio dei ministri di mercoledì 18 giugno.

"Ci sarà il rinvio di sei mesi e in più qualche modifica alla disciplina attuale per renderla più esercitabile", spiega la fonte.

Proprio oggi, parlando all'assemblea di Federchimica a Milano, la leader degli industriali Emma Marcegaglia ha chiesto di "prorogare l'entrata in vigore della legge sulla class action prevista per il 29 giugno".

Il ministro dello Sviluppo Claudio Scajola, presente all'assemblea, ha parlato espressamente di modifiche alla disciplina "per alcuni aspetti" senza però chiarire se ci sarà o meno lo slittamento. Ma la decisione sembra ormai presa. Lo stesso Scajola ha detto che la class action "così come formulata diventa impraticabile".

Diverso il discorso per quel che riguarda le modifiche all'attuale disciplina, che dovrebbero confluire nel disegno di legge collegato al decreto.

"Ci dovrebbero essere delle modifiche per intensificare forme e criteri di conciliazione preventiva, e poi la possibilità di aderire fino al primo grado di giudizio" e non fino all'appello, aggiunge la fonte.

Più semplice il discorso per l'introduzione della class action nel pubblico impiego. Rispetto all'impianto di massima già delineato dal ministro della Funzione pubblica Renato Brunetta non ci dovrebbero essere grosse sorprese.

"A grandi linee, in caso di sentenza favorevole non ci sarà il risarcimento economico, ma una sanzione che potrebbe comportare la rimozione del dirigente fino al commissariamento dell'ente", fanno sapere dal ministero della Funzione pubblica.

Il rinvio della class action fa già discutere: le associazioni dei consumatori si dichiarano disponibili a collaborare con il governo per migliorare la norma "ma solo in seguito all'avvio formale dell'azione risarcitoria collettiva".

"Rinviare l'avvio della class action sarebbe una violazione del principio della difesa del consumatore", dicono in una nota congiunta Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori.

"In caso di rinvio, Confindustria e il governo saranno chiamati a risarcire le perdite subite dalle associazioni, che si sono organizzate per iniziare a presentare le prime class action, spendendo soldi, tempo ed energie", aggiunge la nota.

L'Aduc, invece, apprezza la decisione del governo "perché non entrerà in vigore una normativa che è il contrario del buon diritto e dell'uguaglianza costituzionale".

L'associazione non nasconde però una certa preoccupazione e teme che il "governo si possa arrogare il diritto di annullare di fatto la possibilità di questa azione giudiziaria".

-- ha collaborato da Milano Valentina Rusconi

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