July 15, 2008 / 5:01 PM / 9 years ago

Rischi su economia Usa, segnali stagflazione - Bernanke

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WASHINGTON (Reuters) - Secondoil presidente della Federal Reserve Ben Bernanke la prima economia mondiale si trova a far fronte a gravi rischi di crescita, come testimoniano le ultime statistiche macro Usa che riflettono ulteriori segnali di stagflazione.

Se con la presentazione del rapporto semestrale sulla politica monetaria al Congresso l'istituto centrale ha aggiustato al rialzo la propria previsione sulla crescita 2008, il miglioramento delle attese conforta un modo relativo investitori alle prese con la turbolenza dei mercati finanziari e consumatori colpiti dalla perdita di posti di lavoro e prezzi dell'energia in continuo rialzo.

A parere degli economisti il leggero miglioramento delle aspettative Fed sulla crescita è inoltre da mettere in relazione principalmente al generoso pacchetto di stimoli fiscali varato dal governo, che peraltro molti consumatori hanno già speso.

"La possibilità di prezzi energetici più elevati, meno agevoli condizioni di finanziamento e un'ulteriore contrazione del mercato immobiliare rappresenta un significativo rischio al ribasso per le prospettive di crescita. Allo stesso tempo, i rischi al rialzo sullo scenario di inflazione sono di recente aumentati", spiega il numero uno Fed alla commissione bancaria del Senato.

Preoccupa inoltre l'istituto centrale constatare come di recente siano aumentati i rischi di surriscaldamento dell'inflazione di riflesso alla corsa delle materie prime, greggio in testa.

Sul fronte delle statistiche, dai numeri odierni a cura del dipartimento al Commercio emerge infatti un quadro poco tranquillizzante di pressioni sui prezzi e rallentamento ciclico.

Le vendite al dettaglio del mese scorso sono cresciute di un modesto 0,1%, depresse dal crollo del comparto auto ai minimi da oltre due anni.

Sempre oggi, la General Motors Corp ha annunciato un drastico programma di ristrutturazione volto ad abbattere i costi del lavoro, che prevede la vendita di asset e la raccolta di almeno due miliardi di dollari per il rafforzamento dei conti di fronte alla caduta delle vendite.

I dati del dipartimento al Lavoro mostrano inoltre che i prezzi alla produzione di giugno hanno messo a segno in termini tendenziali la massima accelerazione da giugno 1981 con un balzo pari a 9,2%.

Quanto infine all'indagine congiunturale sul settore manifatturiero a cura della Federal Reserve di New York, il risultato di luglio evidenzia il quinto deterioramento dell'attività nell'arco degli ultimi sei mesi e mostra tensioni sui prezzi che si stanno pericolosamente riversando da produttori a consumatori.

L'istituto centrale ha intanto rivisto al rialzo la stima sulla crescita Usa 2008, portandola a un range tra 1% e 1,6% rispetto a 0,3-1,2% della proiezione di aprile grazie ad aspettative di una ripresa dei consumi.

Alla luce del rincaro dei prezzi energetici viene intanto innalzata la previsione di inflazione, che passa a una forchetta di 3,8-4,2% dalla precedente 3,1-3,4%.

Per Bernanke, secondo cui i mercati finanziari restano sotto pesante pressione, ristabilirne la stabilità è per la banca centrale una delle massime priorità, dal momento che il deterioramento del mercato immobiliare, le più rigide condizioni del credito e il rincaro dei corsi petroliferi rappresentano una minaccia per l'economia.

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