Eurogruppo al via, ministri finanze divisi su 'exit strategy'

giovedì 1 ottobre 2009 11:29
 

GOTEBORG, 1 ottobre (Reuters) - All'apertura dei lavori dell'Eurogruppo, cui Giulio Tremonti dovrebbe unirsi tra poco, i responsabili alle Finanze dei sedici paesi Uem si collocano su posizioni disallineate in merito a modi ma soprattutto tempi della cosiddetta 'exit strategy' - la rimozione delle attuali misure espansive di bilancio.

Per quanto non aspra, la divisione è come previsto tra il fronte dei virtuosi, disponibili ad accettare la data del 2011 indicata dalla Commissione europea, e altri paesi come sembra anche l'Italia più restii a prendere una posizione.

L'esecutivo comunitario ha avvertito che per evitare una spirale che impedisca il controllo del debito pubblico le capitali europee devono iniziare a ridurre il deficit a partire dal 2011.

I conti pubblici dei ventisette paesi Ue versano infatti in condizioni di stress alla luce delle generose misure di stimolo alla crescita per centinaia di miliardi di euro volte a contrastare l'impatto della più grave crisi finanziaria dal dopoguerra.

Se il presidente dell'Eurogruppo Jean-Claude Juncker ha appoggiato la data del 2011 già in una testimonianza al parlamento europeo dell'altroieri, lo stesso fa oggi il ministro belga Didier Reynders.

"Dall'inizio del 2011 ci sarà tempo di andare verso l'equilibrio di bilancio" dice alla stampa all'entrata dei lavori di questa mattina.

Fonti diplomatiche Ue riferiscono però che Gran Bretagna, Francia, Italia, Grecia, Spagna e Portogallo propendono per non fissare alcuna data per l'avvio della strategia d'uscita, pur riconoscendo la necessità di consolidamento dei conti pubblici.

"Ogni paese dovrà definire la propria strategia nei tempi che ritiene adatti: non credo possiamo darci una tabella di marcia precisa o comune" osserva il portoghese Fernando Teixeira dos Santos, favorevole a un "approccio flessibile".

I ministri sono invece concordi in merito alla necessità di mantenere a punto le misure di stimolo - del valore di circa 2% del prodotto interno lordo a livello aggregato Ue - finché la ripresa economica non sia consolidata.

A parere di Juncker l'economia della zona euro vedrà l'anno prossimo un'espansione tra 0,3% e 0,5% dopo la contrazione di 4% prevista per il 2009, mentre la Commissione illustrerà l'aggiornamento delle proprie proiezioni con le stime d'autunno in arrivo i primi d'ottobre.

"Dovremmo monitorare l'andamento delle nostre economie: la Commissione pubblicherà le stime sul 2011 il 3 novembre prossimo e vedremo allora" spiega il commissario agli Affari economici Joaquin Almunia.