December 2, 2008 / 6:42 AM / 9 years ago

Eurogruppo d'accordo su qualità piani stimolo, no taglio Iva

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BRUXELLES, 2 dicembre (Reuters) - Al termine di una lunga riunione, i ministri delle Finanze della zona euro si sono accordati ieri sera sulla qualità delle misure da adottare per sostenere l'economia, ma non sull'importo totale. L'Eurogruppo ha deciso, inoltre, di non tagliare l'aliquota standard dell'Iva.

Lo hanno riferito Jean-Claude Juncker, presidente dell'Eurogruppo, e il commissario Ue, Joaquin Almunia, aggiugendo che, per giudicare l'importo totale delle misure di aiuto, bisognerà attendere almeno fino alla fine di dicembre.

"Vediamo tutti la necessità di una politica fiscale attiva, che vada oltre l'utilizzo degli stabilizzatori automatici" ha detto Almunia.

"È ancora presto per cercare di trarre conclusioni sull'importo totale dello sforzo di sostegno dell'economia. A fine mese si vedrà che cifra della Commissione sarà molto vicina alla somma dei piani nazionali che saranno presentati", ha aggiunto.

La settimana scorsa il presidente dell'esecutivo Ue, José Manuel Barroso, aveva chiesto ai paesi europei di varare misure di sostegno dell'economia per un totale di 170 miliardi di euro, pari, in media, a 1,2% del Pil comunitario, promettendo fondi pari a 0,3% del Pil dal bilancio comunitario e dalla Bei. Ma i singoli paesi, Germania in testa, hanno mostrato di non gradire indicazioni troppo pressanti sull'importo delle proprie misure.

Berlino, che ha varato due pacchetti per un totale di 31 miliardi di euro (1,25% del Pil), ha detto chiaramente che non intende gonfiare il proprio deficit per trascinare l'economia europea fuori dalla recessione.

"Consideriamo che siamo in recessione nel complesso della zona euro e dobbiamo reagire in modo adeguato" ha detto Juncker.

"Tutti i piani presentati finora sono coerenti con la proposta della Commissione" ha aggiunto, sottolineando che si è raggiunto stasera un accordo su elementi qualitativi, mentre non si è cercato un accordo preventivo sulla cifra totale delle misure.

Tra i piani già presentati c'è quello dell'Italia che venerdì ha rese note misure espansive per famiglie e imprese per circa 6 miliardi di euro o 0,3% del Pil e sta cercando di sostenere la crescita senza spingere troppo in alto disavanzo e debito, per evitare un aumento del servizio del debito.

Insieme all'impegno a continuare ad applicare il patto di stabilità e crescita, i paesi della zona euro hanno deciso di non ridurre ulteriormente l'aliquota stardard dell'Iva fissata al 15%.

Juncker ha spiegato che "l'elasticità non garantisce che la riduzione dell'aliquota abbia effetti sui consumi... tanto più che tutte le misure devono essere temporanee" e che, quindi, l'imposta sul valore aggiunto dovrebbe essere rialzata, una volta superata la crisi.

"La Gran Bretagna l'ha ridotta al 15% e questo non dovrebbe mettere in crisi il mercato unico" ha detto Juncker.

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