December 1, 2008 / 12:46 PM / 9 years ago

PUNTO 2-Tassara, accordo su debito, nessun onere per le banche

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(Riscrive, aggiunge dettagli da nota e fonti)

MILANO, 1 dicembre (Reuters) - Carlo Tassara ha siglato nelle prime ore di stamani con alcuni dei principali istituti bancari italiani un "term sheet" sulla stabilizzazione e la progressiva riduzione dell'indebitamento complessivo della holding che fa capo a Romain Zaleski verso le banche. Il rientro è previsto in un arco temporale di 12 mesi dalla data di sottoscrizione dell'accordo definitivo.

Lo dice una nota della Tassara, aggiungendo che questo avverrà senza necessità di ricorso a nuove linee di credito e senza oneri aggiuntivi per gli istituti di credito. Secondo una fonte vicina alla trattativa non ci sarà una morotaria sugli interessi.

Salta, pertanto, la proposta originaria - oggetto di un lungo braccio di ferro fra il finanziere franco-polacco e le banche coinvolte -: Unicredit (CRDI.MI), Intesa SP (ISP.MI), Ubi Banca (UBI.MI), Mps (BMPS.MI) e Bpm PMII.MI si sarebbero fatte carico dei debiti della Tassara verso Royal Bank of Scotland (RBS.L) e Bnp Paribas (BNPP.PA) per 1,3-1,5 miliardi di euro.

Una nota separata di Intesa ha confermato di avere siglato il term sheet per stabilizzare e ridurre l'indebitamento complessivo della Tassara. Il gruppo non erogherà nuove linee di credito e non sosterrà alcun sacrificio economico.

Il term sheet prevede, tra l'altro, l'estinzione da parte della società - mediante risorse proprie - delle posizioni debitorie nei confronti delle due banche straniere entro le rispettive scadenze (l'ultima delle quali a marzo 2009).

Il 26 novembre scorso la Tassara ha approvato un aumento di capitale da 200 milioni di euro, la cui esecuzione avverrà subito dopo la sottoscrizione dell'accordo definitivo con le banche creditrici. Inoltre, ma la nota di Zaleski non lo evidenzia, il finanziere potrebbe ricorrere alla dismissione di alcun quote azionarie.

Le più importanti partecipazioni rilevanti dirette o indirette della Tassara in società quotate sono: 5,005% in Intesa Sanpaolo (ISP.MI), 2,003% in Generali (GASI.MI), 2,012% in Mediobanca (MDBI.MI), 2,004% in Ubi (UBI.MI), 19,138% in Mittel (MTTI.MI), 10,025% in Edison EDN.MI e 2,512% in A2A (A2.MI).

Il term sheet, spiega il comunicato, è all'esame delle altre banche italiane creditrici del gruppo Carlo Tassara e sarà comunque sottoposto nei prossimi giorni all'approvazione dei competenti organi di tutti gli istituti di credito coinvolti.

Secondo una fonte vicina alla vicenda, "nell'accordo le banche italiane si impegnano a non attivare per dodici mesi procedure esecutive per il rientro del debito, come l'escussione delle garanzie per soddisfare i propri crediti".

Inoltre "non c'è una moratoria sugli interessi. Quindi gli interessi continuano a maturare a un tasso che tiene conto del profilo di rischio attuale del debitore, ma verranno pagati solo allo scadere dell'anno. Alle banche verrà riconosciuta una commissione denominata 'success fee' commisurata all'esposizione delle singole banche e quindi slegata dall'andamento dei mercati borsistici", sottolinea un altra fonte.

Infine, dall'accordo è escluso la controllata lussemburghese "che ha in pancia partecipazioni in Arcelor Mittal e Vinci, che dovranno essere cedute. Per effetto dell'esclusione della controllata lussemburghese dall'accordo, UniCredit vedrà ridursi la propria esposizione di circa 600 milioni di euro da 1,7 miliardi a poco meno di 1,1 miliardi", conclude la fonte.

Cda a Sei Membri, Saviotti Verso Presidenza

Per ora è previsto che il Cda della società sia costituito da sei membri - al momento contempla Romain zaleski e il suo braccio destro Mario Cocchi, direttore generale -, di cui "almeno tre di nuova nomina rappresentati da soggetti di comprovata professionalità e indipendenza". E' previsto che sulle materie di particolare rilevanza il consiglio deliberi con maggioranze qualificate e per la carica di presidente, fra i nomi presi in considerazione, figura quello di Piefrancesco Saviotti.

La società informa, inoltre, che nei mesi da giugno ad agosto ha stipulato con primarie istituzioni finanziarie internazionali contratti di copertura su alcune delle proprie partecipazioni in società quotate (Intesa e Generali (GASI.MI)) attraverso opzioni put a prezzi di esercizio in linea con le condizioni di mercato di allora. Tali opzioni consentono alla società di coprire il rischio di mercato e di gestire al meglio le proprie scelte di portafoglio.

L'ipotesi che il finanziere possa cedere alcune quote delle sue partecipazioni ha oggi affossato i titoli della galassia Zaleski. La più penalizzata Intesa SP che lascia sul terreno l'8,6%. La stampa parla di una cessione del 3% a fronte di una quota complessiva del 5%. Male anche Edison EDN.MI e A2A (A2.MI).

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