1 settembre 2009 / 15:07 / 8 anni fa

Equity Europa, anni di trading range se sarà stretta fiscale -MS

MILANO, 1 settembre (Reuters) - In uno studio che esamina le implicazioni macro per l‘azionario europeo, Morgan Stanley prevede che la fase di stretta fiscale che pare inevitabile per risanare le finanze di molti stati dell‘area schiaccerà le quotazioni dell‘equity “in trading range per anni”.

“La stretta fiscale avrà ampio effetto sulle azioni ed è una delle principali ragioni strutturali, insieme al duraturo bisogno di deleveraging dei settori finanziario e immobiliare, per cui ci attendiamo mercati in range per parecchi anni e non un nuovo bull market” si legge in uno studio del team di analisti azionari datato 1 settembre, in cui si sottolinea comunque che “a breve il bias sulle azioni è positivo”.

L‘indice MSCI Europe è visto per alcuni anni tra 600 e 1200 punti (attualmente è attorno a quota 1000). A livello di settori Armamenti&Difesa, Costruzioni, Bus&Ferrovie, Salute e Software sono considerati a rischio per tagli della spesa pubblica.

ATTENZIONE ALLE SOCIETA’ CON AZIONISTA PUBBLICO

L‘analisi sottolinea una nota di cautela sui titoli in cui l‘azionista pubblico ha quote importanti: “l‘approccio prudente è evitarli” soprattutto in presenza di prospettive fondamentali negative, dice MS e cita i nomi di numerosi big che giudica “underweight”, tra cui le italiane Acea (ACE.MI) ed Enel (ENEI.MI), le tedesche Commerzbank, Deutsche Post e DT, insieme a Dexia, Norsk Hydro o Teliasonera.

L‘analisi Morgan Stanley ricorda la recente vendita di 6 miliardi di franchi di azioni Ubs da parte di Berna e il piano della destra norvegese, che in caso di vittoria alle elezioni di ottobre vuole cedere 12 miliardi di dollari di partecipazioni in società scandinave.

“Ci aspettiamo altre (cessioni)”, dice l‘analisi, anche se “chiaramente la presenza dell‘azionista Stato non è da sola una buona ragione per vendere”.

Tra i gruppi su sui potrebbe pesare negativamente l‘aumento della pressione fiscale, gli analisti MS mettono compagnie di molti settori: dal lusso di Richemont, ai cosmetici L‘Oreal, alle bevande Pernod, ai tech Nokia, tra altri.

Le stime di finanza pubblica sottostanti al quadro sono quelle Ue e includono per i paesi dell‘Europa a 15 un rapporto deficit/pil alle vette mai viste del 7,4% nel 2010, con un debito/pil all‘82% (contro i limiti del patto di stabilità a 3% e 60%).

Quanto a veri e propri rischi di ribasso per le borse, “sono imitati finchè il nuovo ciclo di crescita (e utili) sarà completato, probabilmente quando tassi e inflazione salissero troppo o quando ci fosse una sorpesa negativa dall‘economia cinese” anticipa MS.

Gli economisti della casa si aspettano il primo rialzo dei tassi Fed a metà 2010 e un ritmo a +10% per l‘economia di Pechino l‘anno prossimo.

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