Derivati, banche possono diventare azionisti impliciti enti-Isae

mercoledì 14 maggio 2008 12:40
 

ROMA, 14 maggio (Reuters) - L'uso eccessivo di strumenti derivati può consentire alle banche di influenzare le scelte degli enti locali limitando la loro autonomia politica.

Lo scrive l'Isae nel rapporto "Finanza pubblica e istituzioni" presentato oggi.

"Le istituzioni finanziarie, in altri termini, si troverebbero in posizioni di azionisti impliciti degli enti locali, de facto con potere di influenzarne le scelte (di fronte ai gruppi bancari, soprattutto i piccoli Comuni hanno peso contrattuale minimo)", scrive l'Isae nella sezione del rapporto dedicata ai derivati.

L'istituto di ricerca sottolinea che gli enti locali spesso non hanno strumenti e conoscenze adeguati per comprendere questi contratti finanziari "e nel valutarli tendono a trascurare gli effetti di lungo periodo".

"Sono inoltre diversi i rischi di una gestione finanziaria degli enti locali che ecceda nella leva dei derivati e dei contratti finanziari complessi con le banche".

L'Isae si riferisce soprattutto agli Interest rate swap, i contratti finanziari più utilizzati dagli enti e che servono per gestire i rischi legati all'emissione di titoli a tasso variabile.

Un Irs è in sostanza un contratto nel quale una controparte paga un tasso fisso e riceve dall'altra un tasso variabile. I flussi di cassa vengono scambiati a determinate scadenze e sono calcolati su un capitale di riferimento definito "nozionale".

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