1 dicembre 2008 / 21:30 / 9 anni fa

RPT - Eurogruppo affronta recessione discutendo piani stimolo

BRUXELLES, 1 dicembre (Reuters) - L‘Eurogruppo ha preso atto che l‘area dell‘euro è in recessione e ha discusso stasera come meglio coordinare i piani di stimolo nazionali, decidendo di non modificare, però, l‘aliquota standard dell‘Iva.

“Nella zona euro siamo in recessione, lo riconosciamo noi, ma anche l‘Fmi”, ha detto Jean-Claude Juncker, presidente dell‘Eurogruppo, nella conferenza stampa finale.

“Tutti riconosciamo che serve uno stimolo fiscale forte”, ha aggiunto, spiegando che i piani nazionali di aiuto all‘economia presentati finora, tra cui figura quello dell‘Italia, “sono coerenti con la cornice della Commissione”.

“Tuttavia abbiamo deciso che non ci sarà una riduzione dell‘Iva standard a livello della zona euro”.

In attesa della ratifica che dovrà arrivare dal vertice europeo dell‘11 e 12 dicembre, i ministri delle Finanze della zona euro stasera hanno discusso a lungo delle modalità di coordinamento.

La settimana scorsa il presidente dell‘esecutivo Ue, José Manuel Barroso, aveva chiesto ai paesi europei di varare misure di sostegno dell‘economia per un totale di 170 miliardi di euro, pari, in media, all‘1,2% del Pil comunitario, promettendo fondi pari allo 0,3% del Pil dal bilancio comunitario e dalla Bei.

Ma i singoli governi dell‘unione monetaria vogliono avere mani libere e, in particolare, la Germania, la maggior economia della zona euro e quella con più ampi margini di bilancio, ha respinto gli inviti a spendere di più.

“La Germania sta effettuando misure per 31 miliardi di euro, attraverso due pacchetti -- questo corrisponde all‘1,25% del nostro Pil”, ha detto il ministro delle Finanze tedesco Peer Steinbrueck.

“Sembra che questo non sia stato registrato da molti di quelli che ci osservano. In aggiunta, non siamo obbligati a copiare quello che fanno gli altri paesi. Dobbiamo cooperare, ma il modo in cui ciascuno agisce può essere diverso”, ha aggiunto il ministro tedesco.

L‘Italia si è presentata al tavolo dei sedici con il decreto legge varato venerdì scorso che mette a disposizione di famiglie e imprese misure espansive per circa 6 miliardi di euro, o lo 0,3% del Pil. A queste dovrebbero aggiungersi fondi per le infrastrutture per circa 17 miliardi di euro, che attendono lo sblocco da parte del Cipe, e la riprogrammazione di fondi europei.

Proprio di fondi europei parleranno domani mattina in un bilaterale il ministro dell‘Economia italiano, Giulio Tremonti, il responsabile del dicastero dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, e il Commissario competente Danuta Hubner.

Per Tremonti, comunque, la strada rimane quella di mobilitare risorse senza mettere in discussione il rigore di bilancio.

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